Spagna

Published on marzo 31st, 2022 | by Eurasia News

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Riforma scolastica in Spagna: stop a storia e filosofia, via libera a materie arcobaleno

Si discute in questi giorni la riforma delle materie di studio nella scuola dell’obbligo in Spagna, dove il governo di sinistra guidato da Pedro Sánchez ha appena approvato il testo che prevede la sparizione della filosofia, a favore di discipline più “moderne” e dal nome inclusivo come ad esempio “valori civici ed etici“; in pratica una rivisitazione in salsa arcobaleno della classica educazione civica, grazie alla quale gli studenti spagnoli impareranno a conoscere i principi di “memoria democratica”, “ecofemminismo”, “etica della cura” e ovviamente l’immancabile “diritti Lgbtiq+”.

Materia che riunisce proprio i pezzi forti su cui si basa il governo Sánchez, dichiaratamente a tinte fucsia e da sempre prono ai diktat delle lobbies sventolanti la bandiera multicolore, nonché molto solerte nell’applicarne i provvedimenti.

E’ ovvio che non c’è alcun amor di patria in provvedimenti del genere, ma solo la volontà di soddisfare i desiderata di chi forse gli ha coperto le spalle in una carriera politica non sempre facile e segnata anche da sonore sconfitte, ma che oggi ci consegna un Primo Ministro spavaldo e sicuro di sé, che tra i suoi idoli istituzionali inserisce anche Matteo Renzi, le cui azioni politiche lo hanno ispirato e stimolato.

Tutto il contrario di quello che è accaduto in Florida, il cui Governatore, il Repubblicano Ron DeSantis, ha appena firmato un provvedimento che impedisce l’insegnamento nelle scuole delle teorie gender ai bambini e che l’argomento delicato della sessualità deve anzi essere affrontato esclusivamente in famiglia. Cosa che ha suscitato proteste da parte della Disney, azienda che si batte strenuamente per la fluidità di genere, anche tramite l’inserimento di messaggi specifici nei propri film di animazione, ma che ha invece riscosso il plauso della società civile e delle famiglie tradizionaliste dello Stato americano. Il Governatore di origine italiana ha promesso che “ci si assicurerà che i genitori potranno mandare a scuola i loro figli per ricevere un’istruzione e non un indottrinamento“.

Tornando all’europea Spagna, il governo ha quindi dato il via libera nei giorni scorsi al Disegno di Legge che riforma l’ESO (Educazione Secondaria Obbligatoria), cioè la scuola secondaria, che coinvolge i bambini dai 12 ai 16 anni.

Secondo il testo, alla base della riforma ci sarebbe “la volontà di favorire un’istruzione meno mnemonica e più vicina alla vita quotidiana degli alunni“. Grande punto di domanda su cosa intenda el señor Sánchez con questa frase sibillina, che può prestarsi a diverse interpretazioni.

Fatto sta che tra le cosiddette “materie mnemoniche” sáncheziane rientrano non solo la filosofia, ma anche la storia “in senso cronologico” (non capiamo ma ne prendiamo atto), che evidentemente non gusta al premier del Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE), amico intimo della cricca di Davos, di cui segue la filosofia ed esegue le disposizioni.

Insomma, nella moderna Spagna socialista dai riflessi fucsia, gli studenti non saranno più tenuti a conoscere Galileo, Hegel, Kant, Nietzsche, la Rivoluzione Francese, le guerre mondiali, ma sapranno alla perfezione tutte le diverse tipologie gender e i colori delle bandierine arcobaleno.

Sarà questo il futuro dell’Europa?

Eva Bergamo

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