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Francia

Published on marzo 4th, 2022 | by Eurasia News

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Elezioni Francia 2022: Macron verso la rielezione?

“Je suis candidat“.

Il presidente francese in carica Emmanuel Macron annuncia così la sua ricandidatura nella serata del 3 marzo, un giorno prima della scadenza, fissata per le ore 18 del 4 marzo.

Sebbene non fosse ancora ufficializzata, la sua corsa alla conquista dell’Eliseo era già data per scontata e il suo nome presente nei sondaggi, in cui appare fin dall’inizio saldamente in testa.

Macron, sostenuto dal suo partito centrista La République En Marche!, vanta infatti un’ampia fetta di consensi, che si attestava tra il 25 e il 26% fino a poche ore prima dell’ufficializzazione di candidatura alla presidenza; percentuale che sale al 28% dopo la pubblicazione della lettera con cui spiega al francesi le motivazioni per cui chiede il loro voto.

Gli altri concorrenti appaiono in difficoltà, essendo staccati di almeno 10 punti; gli inseguitori più vicini sono infatti i candidati di destra, rispettivamente Marine Le Pen del Rassemblement National al 17% e Eric Zemmour di Reconquête al 14% (ma pare aver perso un paio di punti nelle ultime ore).

Seguono molto distanziati gli altri avversari, in primis Jean-Luc Mélenchon (sinistra) e Valérie Pécresse (repubblicani) che si avvicendano nelle posizioni occupate in classifica, ma con un distacco tale da non arrivare ad impensierire la probabile vittoria dell’attuale Presidente.

Nonostante la forma di Stato francese sia diversa da quella del nostro paese, trattandosi di una Repubblica Presidenziale a differenza di quella italiana che è Parlamentare, il sistema elettorale non appare del tutto difforme, anzi è molto simile a quello da noi in vigore per le elezioni amministrative. Il meccanismo elettorale, a suffragio universale diretto, prevede che se un candidato non raggiunge la maggioranza assoluta al primo turno, si vada al ballottaggio. Il Presidente della Repubblica francese rimane in carica per 5 anni.

Storicamente, nessun candidato all’Eliseo ha mai vinto al primo turno, con l’eccezione del 1958. L’elezione in questione, però, si svolse con un suffragio universale indiretto sul modello statunitense, con la scelta dei Grandi Elettori che votarono a larga maggioranza Charles de Gaulle. Con il referendum del 1962 le modalità per l’elezione del presidente vennero modificate, si passò al suffragio universale diretto che nel 1965 vide la riconferma di De Gaulle dopo la vittoria al ballottaggio sul socialista Francois Mitterrand.

Nella lettre aux Français, Macron spiega alla popolazione come durante il suo quinquennato: “abbiamo superato insieme numerose prove, dal terrorismo alla pandemia, dal ritorno della violenza alla guerra in Europa“. Parole ad effetto, volte a galvanizzare gli elettori, ma palesemente vuote e fuorvianti. Ci spieghi cortesemente il Presidente dove sta la guerra in Europa se non nella sua mente. Si riferisce forse al conflitto in Ucraina (che non fa parte dell’Europa, signor Presidente!) per la liberazione del paese dalle milizie di estrema destra che stanno massacrando la popolazione russofona e dello smantellamento di laboratori che producono armi batteriologiche? Spiace signor Presidente, ma questa non è una “guerra europea” e dubito che i popoli d’Europa vogliano seguirLa in questa crociata russofoba senza senso.

Altro punto caldo della missiva macroniana è il passaggio che spiega: “stiamo vivendo scombussolamenti rapidissimi: la minaccia per le nostre democrazie, l’aumento delle disuguaglianze, il cambiamento climatico, la transizione demografica, le trasformazioni tecnologiche“. Un bel pastrocchio dove mixa vari punti del programma del Great Reset tanto amato dalla massoneria e assai poco utile alla vita dei cittadini.

Seguono promesse varie, nel campo dell’economia, del sociale e della tanto amata “inclusione” di cui gran parte dei leader attuali si riempie la bocca, spesso a vanvera.

Ma giusto poche settimane fa, durante la protesta dei francesi contro la dittatura sanitaria, non era proprio la sua Gendarmerie che buttava lacrimogeni all’interno dei negozi contro pacifici cittadini, tra cui anziani e bambini? Non erano i suoi stessi sgherri in divisa che manganellavano persone inermi per la strada? Soffre forse di amnesia il Presidente?

Ad ogni modo, non è compito di questo giornale fare campagna elettorale verso uno o l’altro candidato, ma ci pare corretto riportare i fatti come stanno, anche in virtù dell’ampia influenza che la governance francese effettivamente vanta sul governo italiano e sulle sue scelte politico economiche… purtroppo per noi!

Le elezioni per l’Eliseo si terranno il 10 aprile, con eventuale turno di ballottaggio fissato per il 24 aprile e si prefigura, nonostante tutto e a meno di improvvisi sconvolgimenti, una vittoria per Emmanuel Macron al secondo turno, perché su di lui dovrebbe comunque convergere il voto centrista e moderato, che apprezza la sua visione europeista in accordo con le politiche di Bruxelles.

Eva Bergamo

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