Canada

Published on marzo 1st, 2022 | by Eurasia News

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In Canada iniziano le prove generali della Davos Agenda

Le finestre di Overton sono ormai ben spalancate nel mondo occidentale, e la Davos Agenda preconizzata dal suo ideatore, l’inquietante Klaus Schwab, non è più una semplice utopia partorita da una mente malata, ma appare sempre più un progetto in via di realizzazione. In questo delirio disumano, il Canada governato dal liberale Justin Trudeau, formatosi politicamente proprio al World Economic Forum (WEF) gestito dal professore tedesco, fa da apripista a ciò che le elités hanno programmato per il futuro del mondo intero. In particolare due proposte di legge del Governo canadese lasciano perplessi, i documenti denominati Bill C-36 e Bill C-223, entrambi del 2021.

Vediamoli in dettaglio.

La Bill C-36 ha per titolo “An Act to amend the Criminal Code and the Canadian Human Rights Act and to make related amendments to another Act (hate propaganda, hate crimes and hate speech) – Una Legge per modificare il codice penale e la legge canadese sui diritti umani e per apportare modifiche correlate a un’altra legge (propaganda d’odio, crimini d’odio e discorsi d’odio)”.

Soffermiamoci in particolare sulla seconda parte, che riguarda i cosiddetti “crimini d’odio” e di cui anche qui in Italia abbiamo sentito parlare molto spesso e che trovano applicazione nella famigerata Legge Mancino del 1993, sul processo alle opinioni, utilizzata a senso unico per tappare la bocca a chi dissente e osa dar voce ad una opinione diversa (ma anche il DDL Zan ha una impronta simile).

La Bill C-36 modifica la legge canadese sui diritti umani stabilendo come pratica discriminatoria il “comunicare o far comunicare discorsi d’odio tramite Internet o altri mezzi di telecomunicazione, in un contesto in cui i discorsi d’odio possono fomentare la detestazione o il vilipendio di un individuo o di un gruppo di individui sulla base di un motivo di discriminazione vietato“.

Autorizza inoltre la Commissione canadese per i diritti umani ad accettare denunce che asseriscono questa pratica discriminatoria e autorizza il Tribunale canadese per i diritti umani a giudicare le denunce e ordinare rimedi. Tutte queste belle parole altisonanti significano che, in caso questa legge venisse approvata, le persone possono essere portate in tribunale e penalizzate se sospettate di essere in procinto di pubblicare qualcosa di “odioso” online… quanto ci metterebbero i cittadini “virtuosi” a denunciare preventivamente altri cittadini solo perché a loro antipatici? Non vi ricorda i delatori di assembramenti durante le chiusure pandemiche?

Ecco, con la tutela legale queste iniziative rischiano di diventare pane quotidiano.

Ancora più subdola a mio parare l’altra proposta di legge, la Bill C-223 dal titolo “National Framework for a Guaranteed Livable Basic Income Act – Legge quadro nazionale per un reddito di base vivibile garantito”, presentata lo scorso dicembre e che al momento è ferma in prima lettura presso la House of Commons; tra emendamenti, successive letture e passaggi al Senato probabilmente non sarà emanata nell’immediato, ma già il fatto che se ne discuta in ambito istituzionale è poco confortante.

Il testo richiede al ministro delle finanze di “sviluppare un quadro nazionale per fornire a tutte le persone di età superiore ai 17 anni in Canada l’accesso a un reddito di base vivibile garantito“. Anche in questo caso le belle parole indorano la pillola avvelenata, ma se andiamo a scavare vediamo chiaramente come il disegno del mentore Schwab si stia sviluppando in tutta la sua demenziale pericolosità.

E’ lampante infatti il riferimento al sistema di credito sociale, già utilizzato in Cina e che l’occidente tramite il Forum di Davos, il cartello delle grandi multinazionali e degli uomini più potenti del pianeta, vuole assolutamente imporre alla popolazione mondiale tramite il programma Agenda 2030, il cui primo principio recita: “non avrai nulla e sarai felice“.

E’ l’immagine di una società strutturata proprio sul credito sociale e l’abolizione della proprietà privata, in cui tutti i prodotti non sono più acquistabili, ma forniti all’occorrenza e poi restituiti. Attenzione però, va ribadito che non possiederà nulla la stragrande maggioranza dell’umanità, ma la proprietà privata, non più dei soli “mezzi di produzione” ma di tutto quello che esiste al mondo, beni, servizi, tecnologie, denaro, resterà in capo a una minoranza dal potere consolidato.

Già negli scritti del massone Karl Marx si ipotizza un mondo perfetto in cui, abolita la proprietà privata, ci sarebbero stati magazzini pieni di merci in cui tutti si sarebbero liberamente serviti… anche lui come Orwell e Huxley aveva previsto ciò che effettivamente già sapeva? Probabile. Quindi non commettiamo l’errore di sottovalutare questi primi disegni di legge presentati al Parlamento canadese, perché possono rappresentare i germogli di quello che ci aspetta in un futuro non così lontano, situazioni da cui sarà molto difficile tornare indietro.

Pertanto apriamo gli occhi e la mente, la Davos Agenda non vuole il bene dell’umanità, basta leggere i libri di Schwab e i suoi deliri sul transumanesimo per capire che non possiamo cedere alle imposizioni calate dall’alto, volte ad omologare e disumanizzare i popoli. Dobbiamo restare umani. Whatever it takes.

Eva Bergamo

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