Australia

Published on febbraio 22nd, 2022 | by Eurasia News

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La polizia australiana utilizza armi soniche ed elettromagnetiche contro i civili? Sembra proprio di sì.

Inizialmente si poteva pensare che fosse una delle tante fake news che intasano il web, volta a gettare fango sul Governo australiano, già in difficoltà per via delle massicce proteste dei cittadini contro le draconiane restrizioni sanitarie, che da due anni stanno creando più danni del virus stesso.

Invece le immagini parlano chiaro e mostrano esplicitamente come il regime del Primo Ministro, Scott Morrison abbia effettivamente dato mandato alle forze dell’ordine di utilizzare armi acustiche di tipo LRAD contro la popolazione inerme, compresi anziani e bambini, per sedare il dissenso. Le prove fotografiche mostrano senza timore di smentita che un apparecchio di questo tipo è stato effettivamente schierato davanti la Parliament House a Canberra, durante la più grande protesta che la capitale australiana abbia mai vissuto.

Ma ci sono anche altre immagini, postate da alcuni manifestanti dai volti deturpati, i quali sostengono di essere stati letteralmente ustionati, che quali fanno pensare anche all’utilizzo di un’altra tipologia di armamento non letale, l’ADS a onde elettromagnetiche.

Vediamo di che armi si tratta nello specifico.

Il LRAD (acronimo dell’inglese Long Range Acoustic Device) è un’arma sonica sviluppata dalla American Technology Corporation con lo scopo di rimuovere gruppi di combattenti.

In origine questo dispositivo veniva utilizzato dalle navi americane per avvertire e dissuadere ogni natante potenzialmente ostile che si avvicinasse senza permesso, ma poi è stato destinato a un uso diversificato, come arma non letale dell’arsenale americano. Le prime sperimentazioni avvengono in Iraq a partire dal 2004, continuano poi nel 2005 al largo della Somalia contro i pirati, che vengono facilmente allontananti dal raggio sonoro.

Il compito del LRAD è produrre suoni, molto forti, udibili su distanze relativamente lunghe tramite una serie di trasduttori che trasformano gli impulsi elettrici in onde sonore; le proprietà dell’aria ne aiutano la diffusione in determinate direzioni.

Gli effetti sul corpo umano sono disorientamento, mal di testa, nausea, aumento della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna; le soglie di fastidio sono soggettive, ma una risonanza continua a prolungata può tranquillamente togliere a quest’arma l’etichetta di “non letale”.

Per quanto riguarda l’ADS (Active Denial System), la maggior parte dei documenti che ne illustrano gli effetti sono stati secretati dal governo americano, per cui le informazioni sono piuttosto scarse. Sappiamo che si tratta di un’arma a microonde, emanante un fascio di radiazioni elettromagnetiche nella forma appunto di onde millimetriche ad alta frequenza; queste eccitano le molecole d’acqua e di grasso del corpo umano scaldandole e causando intenso dolore, oltre alla comparsa di vescicole sulla parte di corpo esposta. Secondo gli americani, non produrrebbe danni agli organi interni del corpo umano, ma il fatto che quando utilizzato per il controllo della folla si parli di “goodbye effect” non fa stare tranquilli. Puntare l’arma su un obiettivo per un tempo maggiore rispetto a quello utilizzato per l’effetto repellente, può causare ustioni molto più gravi fino a diventare mortale.

Il primo esemplare viene testato in Georgia nel 2007; ad oggi Gli ADS sono installati solo su veicoli, anche se sia il corpo dei Marines che la polizia Usa stanno lavorando su sistemi portatili.

Ciò che preoccupa, alla luce di queste informazioni, è che qualche altro paese dove attualmente la repressione è pesante, citiamo ad esempio Italia, Canada, Francia, possa prendere cattivo esempio.

Riassumendo, in uno Stato fino ad ora considerato moderno e democratico, abbiamo un governo cosiddetto “liberale” che invece di ascoltare le richieste degli elettori utilizza armamenti di nuova generazione, potenzialmente molto dannosi, sul popolo indifeso, reo di dissentire ai diktat imposti con l’obbligo e mantenuti con l’uso della forza.

Ci piacerebbe che, chi di dovere, ricordasse al Premier australiano che tipologie di armi che vanno oltre le intenzioni non letali e causano “lesioni superflue o sofferenze inutili” potrebbero violare il Protocollo I alle Convenzioni di Ginevra del 1977… tutto questo nella indifferenza totale del resto del mondo.

Eva Bergamo

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