Armenia

Published on dicembre 22nd, 2021 | by Eurasia News

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ALTRO CHE PACE, ORA L’ARMENIA RADICALE E DISPERATA OFFENDE ANCHE L’ITALIA

Un nuovo percorso di pace tra Armenia e Azerbaigian? Neanche a dirlo, dopo l’incontro di Bruxelles tra Presidente della Repubblica dell’AzerbaigianIlham Aliyev ,  il Presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel e il Primo Ministro della Repubblica di ArmeniaNikol Pashinyan, dove i propositi di pace si sono sprecati, ecco che viene fuori nuovamente la vera anima armena con un attacco rivolto questa volta all’Italia, rea di essersi “venduta alla corruzione” attuata secondo questa tesi, dall’Azerbaigian.

Ma andiamo con ordine. Lo scorso 19 dicembre sul “giornale” armeno “ARMENIAN REPORT“, è stato pubblicato un articolo a firma di Romella Mnatsakanyan dal titolo “Il prezzo della corruzione: la pasta vende i principi“.  Riportiamo qui di seguito la traduzione dell’articolo, scritto originariamente in lingua russa:

“Si tratta anche della scelta della posizione dell’Italia tra l’Armenia democratica e l’Azerbaigian autoritario. Sembrerebbe che la Roma debba stare dalla parte del bene, ma, purtroppo, vediamo qualcosa di completamente diverso. Gli italiani sono spesso chiamati in modo dispregiativo pasta. Ciò è dovuto al loro grande amore per gli spaghetti, la pasta e tutto il resto. Ma sarebbe più corretto dire che la posizione di Roma ufficiale merita un nome molto più sprezzante della parola maccheroni. Perché l’Italia cristiana, questo centro del cattolicesimo, questo paese, in cui si trova il Vaticano, è stato venduto banalmente all’Azerbaigian petrolifero. Una nuova prova della profondità di questa bassezza è il rapporto che i dipendenti della società italiana “Gruppo C” hanno fatto un viaggio a Varanda occupata dall’Azerbaigian, che gli invasori ora chiamano Fizuli. Questo solo è degno di disprezzo e di condanna. La terra del sacro Artsakh, conquistata dall’orda di barbari turco-azerbaigiani, dovrebbe essere una zona di ignoranza da parte del mondo civilizzato. L’Italia, con le sue pretese sugli allori dell’antica Roma, doveva essere all’avanguardia degli stati che condannavano le politiche aggressive e genocide di Baku e Ankara ufficiali.

Si tratta, inoltre, della scelta della posizione dell’Italia tra l’Armenia democratica e l’Azerbaigian  autoritario. Sembrerebbe che semplicemente non ci possa essere spazio per due opinioni, e la Roma ufficiale deve stare dalla parte del bene. Sfortunatamente, vediamo qualcosa di completamente diverso. Qualcosa che ti faccia ricordare l’invincibilità della mafia italiana e la corruzione globale in questo Paese. Altrimenti, come sete di profitto, non si può spiegare il fatto che la società italiana “Gruppo C” non solo abbia visitato le terre armene occupate dall’Azerbaigian, ma abbia anche accettato di diventare uno strumento di propaganda e menzogna ufficiale di Baku. Secondo i media di Baku, gli italiani hanno esaminato i territori in cui verranno creati il ​​Museo della Vittoria, il Museo dell’Occupazione, il Parco della Memoria e la Piazza della Bandiera a Varanda per progettare queste strutture.

Questo è un tradimento dell’unità dei cristiani e delle tradizioni della democrazia. Questa è la venalità nelle peggiori tradizioni delle prostitute politiche. Ma pur condannando questi italiani sul caso, non bisogna dimenticare gli altri abitanti della patria dell’autore del Decameron. A proposito, rispetto agli eroi di Boccaccio, e ci sono molte storie di cornuti che non sapevano nemmeno della loro “felicità”, alcuni italiani moderni sembrano ancora più divertenti e vergognosi. Tra questi, ovviamente, c’è il corrispondente del quotidiano italiano “Il Sole 24 Ore“. Ha fatto una tale intervista con il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev che molti propagandisti-sicofanti a tempo pieno di Baku potrebbero ritrovarsi senza lavoro.

L’italiano, infatti, in ogni numero ha dato un “passo segnapunti” al capo dello Stato, che ha occupato i due terzi dell’Artsakh e dichiara apertamente le sue pretese a Syunik e Yerevan.  Perché ha fatto questo? Perché così gli è stato detto nella gestione della testata, che fa parte di un’organizzazione editoriale multimediale specializzata nel business dell’informazione finanziaria, professionale e culturale e appartiene a Confindustria, organizzazione che rappresenta le imprese manifatturiere e di servizi italiane. La Confindustria è guidata da Luca di Montezemolo, presidente e presidente del consiglio di amministrazione della Ferrari. Dal 2004 al 21 aprile 2010 è stato Presidente del Gruppo Fiat, attualmente è membro del Consiglio di Amministrazione. È un uomo d’affari, abituato a collaborare con chiunque gli prometta vantaggi economici. E l’Azerbaigian è sempre stato generoso nell’acquistare le persone di cui ha bisogno. Inoltre, l’Italia è uno dei 9 Stati membri dell’Unione Europea che hanno firmato un documento sulla partnership strategica con l’Azerbaigian. Inoltre, l’Italia è il principale partner commerciale dell’Azerbaigian. Infine, dal 1° gennaio, l’Azerbaigian si è impegnato a fornire 7,2 miliardi di metri cubi di gas a Italia, Grecia e BulgariaQuesto è il prezzo della corruzione degli italiani. Aperto e spudorato“.

Chiara la nuova, ma antica, strategia deldivide et impera” adottata dagli epigoni del Paese più piccolo e più isolato del Caucaso, che caduta la “pietosaprotezione russa di cui aveva goduto fino a poco fa, continua a portarsi dietro questo complesso di inferiorità che gli impedisce nella realtà di guardare avanti cercando una nuova strategia di sviluppo per il suo territorio.

Gli attacchi all’Italia e agli italiani definiti in modo dispregiativo “pasta”?  Dal punto di vista diplomatico l’accusa, le illazioni, non reggono neanche un po’, perché i recenti scambi di visita tra entrambi i paesi (ricordiamo quella del commissario europeo per l’economia, Paolo Gentiloni, quella del sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano, nonché le reciproche visite presidenziali), dimostrano l’esatto contrario. Se in Azerbaigian le visite italiane sono state dovute all’importanza di Baku per l’area e per l’Italia, gli stessi rappresentanti italiani non hanno mancato di visitare anche l’Armenia. Gli scambi commerciali tra Italia e Azerbaigian sono poi da considerarsi ottimi e reciproci, considerato che da una parte il gasdotto TAP fornisce il prezioso gas azero all’Italia e viceversa quest’ultima è partecipe attiva nella ricostruzione proprio dei territori distrutti dalla illegittima occupazione armena durata anni. Dove si nasconderebbe la presunta “corruzione”? Cosa vorrebbe l’Armenia, che le aziende italiane non avessero a cuore i propri benefici?  Parlare poi di religione in questo contesto è assai ridicolo, se si pensa alle visite che le autorità armene stanno svolgendo nei paesi del Golfo, musulmani, per instaurare rapporti economici e attrarre investimenti.

Per gli “spaghetti, pizza e mandolino” e tutto il resto, credo vada steso soltanto un velo pietoso,  perché il livore che questo “giornaletto”, da cui ci auguriamo la diplomazia armena ufficiale prenda le dovute distanze, non corrisponde al rispetto e all’accoglienza di cui ha sempre goduto la comunità di questo popolo in Italia. Utilizzando il vernacolo di quella “Antica Roma“, che “lorsignori” dichiarano di essere utilizzata dagli italiani per “vivere sugli allori“, ci sentiamo di dispensare un prezioso consiglio: “ma aRmeno state zitti“.

RED

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