Attualità

Published on ottobre 26th, 2021 | by Eurasia News

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IL “PENSIERO COMUNE” ORA CRITICA DAVID BECKHAM PER L’INCARICO CON IL QATAR

Non si placano le polemiche su David Beckam, l’ex stella del calcio inglese, che ha accettato di diventare ambasciatore della Coppa del mondo nel 2022 in Qatar. Egli si sarebbe anche impegnato a promuovere il turismo e la cultura del Paese per i prossimi dieci anni. Tutto per la “modica” cifra di 177 milioni di euro. Tutto compreso, ovviamente.

Ora, sono in tanti ad attaccarlo, soprattutto le organizzazioni che difendono i diritti delle donne, degli omosessuali, dei migranti. Tra tutte, Amnesty international, che attraverso il suo Ceo in UK, Sasha Deshmukh, esprime tutte le sue preoccupazioni e lo sdegno per la scelta dell’ex campione. Ecco cos’ha dichiarato: “La situazione dei diritti umani in Qatar è preoccupante, dal maltrattamento di lunga data contro i lavoratori migranti, ai limiti alla libertà di parola e alla criminalizzazione delle relazioni omosessuali. Particolarmente disturbante è il maltrattamento dei lavoratori migranti, ovvero quelli il cui duro lavoro sta rendendo possibile la Coppa del Mondo. Non sorprende come Beckham voglia essere coinvolto in un evento così importante, tuttavia lo esortiamo a conoscere la preoccupante situazione dei diritti umani in Qatar”. Ed aggiunge: “Bisogna fare di più affinché questa Coppa del Mondo lasci un’eredità positiva e trasformi la situazione dei diritti umani in Qatar perché al momento, nonostante alcune riforme, i lavoratori migranti continuano a non essere pagati e le autorità non sono riuscite a indagare sulle migliaia di morti negli ultimi dieci anni, pur essendoci legami tra questi decessi e le condizioni di lavoro“.

Ed è questo il punto di domanda, l’interrogativo su cui concentrarsi se la parola chiave diventa TRASFORMAZIONE, intesa come capacità ed attitudine a plasmare, ad integrare, ad essere modello. Può essere Beckam l’uomo, la via, lo strumento, di una possibile trasformazione sociale, culturale, istituzionale del paese arabo? Può esortare le masse, farsi portavoce di un’alternativa che miri alla pacificazione, alla diplomazia, pur rispettando gli accordi presi in Qatar? O quanto meno mostrare che è potenzialmente possibile? Tendenzialmente si. Tendenzialmente. Ma la domanda a seguire poi sarebbe un’altra. “Perché dovrebbe farlo?” “Chi siamo noi per dire come gli altri devono vivere?

Soffriamo anche noi di eurocentrismo.

Ad ogni modo, al di là dei personali giudizi, fin qui tutto è opinabile ma è anche tutto lecito. La questione veramente avversa è che Sir Beckam è già ambasciatore Unicef. E’ soprattutto questo il motivo per cui viene messo alla gogna- dall’opinione pubblica inglese (che non è di certo facile preda dei sentimentalismi), dalla stampa e da tutte le organizzazioni che operano nei diritti umani. Egli è sì, considerato colpevole perché avrebbe messo la morale, i principi (i suoi e quelli del mondo occidentale che comunque rappresenta?) per soldi. Ma fin qui, nulla nuovo. Beckam può, legittimamente vestire i panni del grande campione ma non per questo essere un uomo fedele ai suoi (dichiarati?) principi. Insomma, non sarebbe il primo ad abdicare ai suoi principi, in una logica di mercato, dove tutto è comprabile. Il vero problema è che lui attualmente è testimonial, (e quindi), si fa portavoce, identificandosi e identificando a sé quei soggetti che svilisce, indossando gli abiti dell’alto rappresentante in Qatar. Insomma, un “conflitto di interessi” bello e buono. Cosa si fa in questi casi? C’è qualcuno che interviene?

Piovono critiche, chiaramente, anche da parte del mondo LGBT e di quello a difesa delle donne. Rothna Begum al Daily Mail dichiara: “Le celebrità che vengono pagate per promuovere il Qatar, e che si considerano a favore delle donne e dei diritti delle donne, dovrebbero usare la loro posizione per informarsi sulle cose che stanno accadendo“. La Begum solleva qui un altro aspetto delicato della faccenda che è quello relativo alla “posizione” che hanno le cosiddette celebrità e l’utilizzo che fanno della loro visibilità. Beckam in questo caso chi rappresenta? Sé stesso? L’Inghilterra? L’intero mondo occidentale con le sue ideologie e la sua cultura? Chi e cosa incarna la celebrità quando si espone?

Certo, non è difficile immaginare quanto in Qatar si stiano divertendo a guardare gli effetti della loro proposta. Anche loro hanno i loro difetti, in primis, di pensare di poter comprare tutto grazie al loro petrolio. Peccato che quasi sempre ci riescano.

Quante polemiche, quante domande, non restando in superficie. Quante possibili opinioni sull’accaduto. Si potrebbe pensare alla tentata sopraffazione culturale, alla vanità del singolo, alla mera compravendita commerciale, allo “smascherando” dei valori del caro mondo occidentale, che si venderebbe al miglior offerente poi, come tutti gli altri.

La questione è insomma delicata. Intanto, L’ex giocatore fa sapere (secondo fonti a lui vicine) che , “alcune delle leggi e delle convinzioni del Qatar differiscono dalle sue, ma i qatarioti hanno sempre detto che tutti saranno benvenuti ai Mondiali e lui ha visto le prove di un reale e sincero impegno con la comunità omosessuale”. Questo è quanto dichiarato dal Times.

Noemi Cognigni

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