Tennis

Published on febbraio 21st, 2021 | by Eurasia News

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Australian Open: a Medvedev non riesce l’impresa, Novak Djokovic è il Re di Melbourne per la nona volta

Melbourne –  Milioni di persone collegate da tutto il mondo e tanto pubblico sugli spalti della Rod Laver Arena per assistere alla finale degli Australian Open, il primo major stagionale che dal 1988 si disputa a Melbourne Park. Di fronte il detentore del titolo e numero uno al mondo Novak Djokovic, ovvero il serbo vincitore di 17 prove del grande slam in carriera, di cui ben 8 (2008, 2011, 2012, 2013, 2015, 2016, 2019, 2020) proprio in Australia, ed il russo Daniil Medvedev (numero 4 del ranking), alla sua seconda finale slam in carriera dopo quella di New York del 2019, e reduce da 20 vittorie consecutive (di cui ben 12 contro top ten) che lo avevano portato a concludere in trionfo il 2020 (con i successi al Master di Parigi-Bercy ed alle ATP Finals di Londra) e ad iniziare come meglio non avrebbe potuto il 2021, contribuendo al successo della Russia in ATP Cup. I precedenti dicono 4 a 3 per Nole, ma con Daniil uscito vincitore in tre degli ultimi quattro confronti.

Primo set. Si parte con Djokovic al servizio e l’ace numero 101 del serbo nel torneo (mai così tanti per lui in uno slam), a cui evidentemente la collaborazione con l’ex campione croato – nonché uno dei più grandi interpreti nel fondamentale – Goran Ivanisevic sta dando i frutti sperati anche sotto questo aspetto. Dopo aver tenuto agevolmente la battuta, il campione serbo mette in difficoltà il russo dalla risposta. Tre errori di Medvedev portano a due palle break consecutive. Daniil salva la prima, poi Nole lavora bene lo scambio muovendo il russo da una parte all’altra della riga di fondo, fino a costringerlo all’errore e strappandogli così la battuta in avvio. Break confermato nel terzo game, chiuso con lo smash dopo un’ottima prima di servizio che sembra indirizzare subito il parziale: 3 a 0. Dopo aver tenuto la battuta nel quarto game, nel quinto un lungo scambio chiuso con un errore in smorzata di Nole regala a Daniil le prime due palle break del match: il serbo paga un’incertezza sullo smash ed il russo recupera il break di svantaggio. Medvedev completa poi la rimonta tenendo la battuta a zero nel sesto gioco: 3 a 3. Seguono cinque giochi di fila senza palle break che portano i due contendenti sul 6 a 5 per il serbo. Nel dodicesimo gioco, però, con un passante di rovescio Nole vola sullo 0-40, che significa tre set point consecutivi: Daniil respinge l’assalto nelle prime due occasioni, poi spara in rete il dritto che regala il primo parziale a Djokovic: 7 a 5 dopo 42 minuti.

Secondo set. Il russo, almeno all’inizio, sembra non subire la sconfitta nel parziale e, costringendo il serbo a due errori consecutivi sulla diagonale di rovescio, conquista il break in apertura. Ma Djokovic, di forza, reagisce subito: gran risposta su una prima di Medvedev e palla del contro break concretizzata poi nel punto successivo: 1 a 1. A questo punto il serbo cambia marcia, conquista un altro break nel quarto gioco (approfittando di un errore in lungo linea del russo), chiude il quinto con un ace e s’invola sul 4 a 1. Dopo aver gestito ottimamente con il servizio la parità nel settimo gioco, Nole, ormai padrone del gioco a dispetto di un Medvedev nervoso, in difficoltà con il dritto ed incapace di trovare soluzioni alternative, chiude il parziale in risposta approfittando di una seconda di servizio del russo: 6 a 2 in 35 minuti.

Terzo set. Prova a scuotersi Medvedev in avvio portandosi subito 0-30 sul servizio di Djokovic, che diventa 15-40 dopo il doppio fallo del serbo. Daniil non approfitta della seconda di Nole e sbaglia con il dritto sprecando la prima chance. Il serbo pareggia i conti con un’ottima prima e tiene la battuta. Un doppio fallo del moscovita regala palla break a Djokovic, che strappa il servizio al russo approfittando di un errore a rete: 2 a 0. A questo punto il serbo non molla più la presa, non concede palle break e non consente quindi al russo di ripetere quanto fece nella sua prima finale slam, quando, nell’edizione 2019 degli US Open, sotto di due set e di un break, portò Nadal al quinto. Anche quando, nel settimo game, Daniil prova a riaprire i giochi (15-30), il fuoriclasse di Belgrado si aggrappa al servizio, alla profondità dei colpi, alla solidità nello scambio: 5 a 2. “Nole, Nole, Nole” è l’incitamento dei tanti tifosi serbi, presenti come ogni anno sulle tribune australiane, che si leva dalla Rod Laver Arena, e che Djokovic non delude chiudendo subito i conti in risposta con un semi smash: 6 a 2 in 36 minuti. Per “The King of Melbourne”, il dominatore assoluto dell’ultimo decennio, è il successo numero 9 nel torneo (nessuno, qui, ha mai fatto meglio).

Un trionfo netto, in meno di due ore di partita, che vale lo slam numero 18 (appena due in meno di Federer e Nadal appaiati a quota 20) di una formidabile carriera in cui molte pagine devono ancora essere scritte, e, soprattutto, il record assoluto di 311 settimane da numero 1 del mondo (superato Federer, fermo a 310). Applausi anche per Medvedev, che scavalca Thiem e raggiunge per la prima volta in carriera la terza posizione del ranking ATP dimostrando, se mai ce ne fosse stato bisogno, di essere ormai stabilmente entrato tra i grandi del tennis mondiale. L’appuntamento con il successo in un torneo dello slam, per il russo, è solo rimandato.

Stefano Tardi

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