Azerbaijan

Published on febbraio 4th, 2021 | by Eurasia News

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L’Armenia attacca la produzione vinicola dell’Azerbaigian

La liberazione dei territori dell’Azerbaigian dall’occupazione militare dell’Armenia, dopo circa 30 anni, ha aperto ad una potenziale pace, stabilità, cooperazione e avviamento delle comunicazioni di trasporto nell’intera regione. A questo proposito, la firma delle Dichiarazioni tripartite tra Azerbaigian, Armenia e Russia del 10 novembre 2020 e dell’11 gennaio del 2021 è di grande importanza. Questa nuova situazione nella regione può dare un respiro all’Armenia, che a causa della sua politica di aggressione contro l’Azerbaigian è stata esclusa dai progetti regionali e sta annegando in profonde difficoltà economiche e sociali, divenendo uno dei paesi più poveri al mondo.

Nonostante ciò osserviamo che, incapaci di comprendere questa nuova realtà nella regione, gruppi radicali armeni invece di optare per il dialogo e la cooperazione, più convenienti per l’Armenia, tentano di promuovere odio, rancore, rabbia, così come indurre in errore la comunità internazionale, diffondendo la solita campagna contro l’Azerbaigian, basata su falsità, bugie e informazioni distorte. Adesso, nonostante l’accusa faccia sorridere, si segnala che a diventare nuovo elemento dell’ennesima ondata di propaganda armena contro l’Azerbaigian è la produzione vinicola. Nello specifico, la parte armena sta orchestrando un teatrino intorno ad una cosiddetta “cantina” nel villaggio di Tugh, nel distretto azerbaigiano di Khojavand, liberato dall’occupazione armena.

Ciò che le informazioni della parte armena non evidenziano è che quella “cantina” è una delle numerose attività illegali, che si sono svolte nei territori dell’Azerbaigian occupati dall’Armenia nel corso di 30 anni.

La parte armena in realtà non avrebbe alcun diritto di parlare in qualità di paese difensore delle attività agricole, in quanto il fondo forestale delle zone liberate dall’occupazione armena nel 1988 ammontava a 228.000 ettari e a seguito dell’aggressione ambientale dell’Armenia si è ridotto a 174.000 ettari nel 2020, ovvero 54.000 ettari del fondo forestale sono stati abbattuti e distrutti.

L’Azerbaigian è un paese per il quale la produzione dei vini è una tradizione. Durante l’era sovietica, l’Azerbaigian era una delle principali repubbliche dell’URSS per la produzione di vini. A quel tempo c’erano 300.000 ettari di vitigni autoctoni. Nel 1985, con la politica anti-alcolica di Gorbachev, tutti i vigneti furono sradicati e le cantine distrutte. I vigneti furono ulteriormente danneggiati e l’area destinata alla viticoltura diminuì a causa dell’occupazione dell’Armenia, sotto la quale 43.000 ettari di vigneti rimasero sotto l’occupazione delle forze armate dell’Armenia per 30 anni; i territori furono sfruttati dall’Armenia per rafforzare la presenza illegale nei territori dell’Azerbaigian.

Durante gli anni dell’indipendenza in Azerbaigian si è avviata una vasta campagna di reimpianto del vigneto, in parte per riportare una grande vocazione agricola, ma anche per lo sviluppo economico del Paese, oltre al petrolio e al gas. L’industria del vino dell’Azerbaigian si è espansa rapidamente negli ultimi dieci anni con ampi investimenti in tecnologia di alta qualità e una sperimentazione giocosa con varietà di uva conosciute a livello internazionale e molte alternative locali. Il risultato è una gamma originale e in continua evoluzione di vini pregiati. “Vieni, assaggia e sorprenditi” è uno dei motti del paese, che invita ad assaggiare i migliori piatti nazionali della cucina azerbaigiana e ad assaporare i vini delle migliori cantine del paese e ad unirsi agli Azerbaijan Wine tours, offerti dalle agenzie turistiche del paese. L’Azerbaigian è un membro attivo dell’Organizzazione internazionale della vigna e del vino e ogni anno i produttori di vino dell’Azerbaigian sono rappresentati in diversi paesi da padiglioni nazionali.

I vini azerbaigiani sono stati anche protagonisti in Italia ai principali eventi fieristici del settore, così come di due edizioni del Festival della Cucina Azerbaigiana in Italia. La collaborazione tra Azerbaigian e Italia investe infatti anche il settore vinicolo, dove la vasta esperienza e tecnologia dell’Italia ha svolto un ruolo importante nel rilancio dell’industria vinicola dell’Azerbaigian negli ultimi anni. Basta citare la cantina “Savalan” (presente anche al Vinitaly), i cui vini sono prodotti sotto la guida di ingegneri italiani altamente qualificati e che è un esempio di collaborazione e vicinanza tra l’Azerbaigian e l’Italia.

La ricostruzione dei territori liberati dell’Azerbaigian farà rinascere anche il settore vinicolo nelle aree liberate, per il quale sono previsti importanti investimenti.

L’Azerbaigian è un paese secolare e multiculturale e una delle culle della viticoltura mondiale, per questo leggere di false accuse legate al mondo della viticoltura stupisce e dovrebbe, per l’infondatezza delle stesse, imbarazzare chi le pronuncia.

RED

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