Corea

Published on gennaio 11th, 2021 | by Eurasia News

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Kim Jong-un: “gli Stati Uniti sono sempre il più grande ostacolo alla nostra rivoluzione”

Le voci della politica internazionale si stanno facendo sentire a gran voce in questi primi giorni del 2021 ma in una parte del mondo, dopo settimane di lungo silenzio, una di queste voci sembra essere ancora più chiara e fare ancora più paura. Partendo da Greenwich e procedendo verso Est lungo il 38°parallelo, incontriamo la voce di Kim Jong-un.

Kim Jong-un è il leader nordcoreano e del partito del lavoro di Corea, (che controllando 607 seggi su 687 è di fatto l’unico partito). Negli scorsi giorni, il dittatore è intervenuto durante l’ottavo congresso del Partito del Lavoro celebrato a Pyongyang e ha rilasciato dichiarazioni talmente chiare per cui è impossibile lasciare spazio all’immaginazione.

Anzitutto il leader ha annunciato che sono stati completati i piani per un sottomarino a propulsione nucleare. Ora, piuttosto nota la competizione tra Usa e Cina per il dominio sottomarino, (entrambi i paesi hanno ambiziosi programmi di ampliamento della flotta di sommergibili), meno nota forse è la posizione di forza occupata dalla Corea del Nord nel dominio del mare. Essa dispone di ben 71 mezzi contro i 68 degli States e i 66 di Pechino.

Ma le dichiarazioni più forti riguardano gli Stati Uniti. Kim Jung un torna a parlare delle relazioni con Washington che indica come unico grande nemico, considerandolo “il più grande ostacolo alla nostra rivoluzione”. Il leader ha espresso una sua opinione circa il cambio di presidenza asserendo che “la politica statunitense non cambia indipendentemente da chi è al potere”. Da una parte Kim esorta la nuova amministrazione americana a ritirare le sanzioni internazionali, dall’altra minaccia di ampliare l’arsenale di Pyongyang, forse proprio per fare leva sul nuovo Presidente. Il leader nordcoreano si è preoccupato però di specificare che “non userà le sue armi nucleari a meno che le ‘forze ostilinon intendano usare prima le proprie contro il Paese“. La Corea del Nord, ha aggiunto, deve rafforzare ulteriormente la sua capacità militare e nucleare, poiché aumenta il pericolo di un’invasione degli Stati Uniti e ha ordinato ai funzionari di sviluppare missili con testate multiple, missili nucleari subacquei, satelliti spia.

Annunciando il completamento dei piani per un sottomarino a propulsione nucleare che “sta per entrare nel processo di esame finale“, ha reso nota la sua linea politica perché a suo dire “niente sarebbe più sciocco e pericoloso che non rafforzare instancabilmente la nostra potenza e avere un atteggiamento accomodante in un momento in cui vediamo chiaramente che le armi all’avanguardia del nemico vengono aumentate più che mai”. Secondo il leader nordcoreano pace e prosperità nella penisola si possono raggiungere solo “quando costruiamo costantemente la nostra difesa nazionale e sopprimiamo le minacce militari statunitensi”. La deterrenza sembra essere quindi l’unico strumento realmente capace di prevenire un disastro.

Non si sa quanto durerà il Congresso, convocato in un momento così difficile per il Paese tra pandemia, sanzioni e disastri naturali ma si sa qualcosa su come intende procedere Joe Biden.  Pare, almeno così sostengono diverse fonti diplomatiche, che gli assistenti del nuovo Presidente starebbero spingendo per riavviare i colloqui sul disarmo tra Washington e Pyongyang.

Si lavorerebbe quindi ad una proposta di nuovi colloqui per congelare lo sviluppo delle armi nucleari nordcoreane ma l’amministrazione Biden dovrà fare i conti con l’umore alle stelle dei nordcoreani. Nonostante la crisi economica del paese, i nordcoreani ritengono di aver sviluppato armi tali da poter infliggere danni alla capitale degli Stati Uniti. Ed è per questo motivo che esigono svolgere eventuali negoziati stabilendo delle condizioni, rese peraltro note già in precedenza: rimozione delle sanzioni economiche e la fine delle esercitazioni militari congiunte tra Usa e Corea del Sud.

Se gli USA limeranno le loro proposte questo non è dato saperlo, ma è facile ipotizzare che il rapporto fra Biden e Kim sarà più complicato di quella quasi amicizia che legava Trump al dittatore nordcoreano. Biden, difatti, non ha mai usato parole di stima nei confronti di Kim, anzi, mesi fa durante un dibattito presidenziale, lo ha definito un “delinquente”, criticando Trump per averlo legittimato.  Inoltre, Biden ha posto grande enfasi sul tema dei diritti umani; un tema, questo, che potrebbe allontanare Usa e Nord Corea.

Non sappiamo se la Corea del Nord sarà una priorità per Joe Biden ma sappiamo che Kim non scherzava quando minacciò di armare i sottomarini con missili balistici nucleari. I risultati conseguiti e la volontà nel perseguire una politica aggressiva, costituiscono a tutti gli effetti una minaccia nucleare concreta per gli Stati Uniti ed anche per la Corea del Sud.

Noemi Maria Cognigni

 

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