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Published on settembre 21st, 2020 | by Eurasia News

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Internazionali BNL d’Italia: Djokovic trionfa per la quinta volta; Halep è la nuova regina di Roma

Roma – Non è stato il solito Centrale quello che ha ospitato l’ultimo atto degli Internazionali BNL d’Italia ma, quantomeno, quel migliaio di presenze sugli spalti è servito a riportare (ieri nelle semifinali, ed oggi per la giornata conclusiva) un po’ di normalità. Soprattutto, è servito a dare l’ennesimo tributo ad un fuoriclasse che continua a dominare il circuito macinando record. Con il successo di oggi, Novak Djokovic ha disutato la finale numero 52 di un Master 1000, cogliendo il successo numero 36 che lo issa solitario in vetta a questa prestigiosa classifica. A Roma ha raggiunto la finale per la decima volta in carriera (mai così tante volte in nessun altro torneo), cogliendo il quinto trionfo (dopo quelli del 2008, 2011, 2014 e 2015). Reduce da un torneo nel complesso non brillantissimo e da una semifinale complicata contro il norvegese Ruud, il serbo è partito logicamente con i favori del pronostico. A contendergli il trofeo ha trovato infatti dall’altra parte della rete l’argentino Diego Schwartzman. Il “Peque”, arrivato a Roma da numero 15 della classifica mondiale, dopo aver estromesso il Re di Roma Rafa Nadal (che con nove trionfi detiene il record di successi al Foro Italico) ai quarti di finale (6-2, 7-5), aveva raggiunto la finale al termine di una battaglia sportiva di oltre tre ore (e protrattasi oltre le 22) contro il talento canadese di Shapovalov (6-4, 5-7, 7-6). 

Con queste premesse, ovvero una maggiore stanchezza mista all’emozione di trovarsi per la prima volta in finale ad un Master 1000, era lecito attendersi che il tennista argentino fosse meno brillante e reattivo. Invece Schwartzman ha iniziato il match come meglio non avrebbe potuto strappando il servizio al serbo due volte nei primi 3 game. Sotto 3 a 0, però, è emersa tutta la classe  e l’esperienza del 17 volte campione slam, capace di vincere quattro giochi di fila prima di piazzare il break decisivo nel dodicesimo game che ha chiuso il primo parziale: 7 a 5 in un’ora ed undici minuti. Più lineare l’andamento del secondo parziale, con break e contro break nei primi due giochi ed uno Schwartzman sempre aggressivo in risposta, ma incapace di sfruttare le due palle break avute nel quinto gioco. Letale, invece, è stato il serbo che nell’ottavo game ha strappato a zero la battuta all’argentino chiudendo poi al servizio (al terzo match point) sul 6 a 3 dopo poco meno di due ore complessive di partita.

La finale femminile, che ha aperto l’ultima giornata degli Ibi 2020, ha visto contedersi il trofeo alle prime due teste di serie del tabellone: la romena Simona Halep (numero 1 del seeding e 2 della classifica WTA), già due volte finalista a Roma (2017, 2018), reduce da una tirata semifinale che l’ha vista prevalere sulla spagnola Muguruza (6-3, 4-6, 6-4) e la ceca, detentrice del trofeo, Karolina Pliskova (numero 2 del seeding e 4 della classifica WTA), arrivata all’ultimo atto dopo aver superato in semifinale la giovane e talentuosa connazionale Vondrousova (6-2, 6-4). Sulla carta, la miglior finale possibile (la dodicesima sfida tra le due – 7 a 4 i precedenti per Simona) a cui sarebbe stato possibile assistere al Foro Italico. Non è stato però così nei fatti, visto che Pliskova, in evidente difficoltà fisica dall’inizio, non ha potuto difendere il titolo conquistato un anno fa, ritirandosi sul 6-0, 2-1 in favore della bicampionessa slam (Parigi 2018, Londra 2019) Simona Halep, che ha così alzato al cielo il titolo numero 22 in carriera.

Stefano Tardi

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