Tennis

Published on settembre 20th, 2020 | by Eurasia News

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Internazionali BNL d’Italia: Novak Djokovic in finale a Roma per la decima volta

Roma – La novità è che c’è il pubblico: gli Internazionali BNL d’Italia 2020 iniziati a porte chiuse aprono (dopo l’autorizzazione governativa) a 1.000 spettatori sul campo Centrale per le semifinali (e le finali di domani). Non è invece una novità che nella prima semifinale maschile del Master 1000 che si disputa al Foro Italico ci sia il numero uno al mondo: Novak Djokovic. Per il serbo è la semifinale numero 11 (con una sola sconfitta nei dieci precedenti – per mano del Re di Roma per eccellenza, ovvero quel Rafael Nadal eliminato ieri nei quarti dall’argentino Schwartzman) in quello che considera il suo torneo di casa, visto l’affetto che il pubblico qui gli ha sempre riservato. Per Nole c’è poi la motivazione aggiuntiva di voler e dover cancellare la squalifica subita agli US Open che ha sporcato un 2020 che lo ha visto vincere tutte e 29 le partite che ha concluso,  e che sono valse al tennista nato a Belgrado 33 anni fa la conquista degli Australian Open, del torneo di Dubai e, dopo la ripresa post pandemia, del Western & Southern Open. Dall’altra parte della rete il norvegese Casper Ruud, rivelazione del torneo ed arrivato a giocarsi la semifinale dopo aver eliminato giocatori del calibro di Karen Khachanov, Lorenzo Sonego, Marin Cilic e Matteo Berrettini.

Primo setSi parte con il servizio di Nole ed i primi due punti di Ruud che sfrutta prima una palla corta poco efficace e poi un errore diretto del serbo (0-30). L’ace di Nole (15-30) fa scattare gli applausi del pubblico presente al Centrale. Un bel rovescio vincente in lungo linea del norvegese costringe Djokovic ai vantaggi, ma il serbo non si scompone e tiene la battuta. Ruud risponde tenendo il servizio a zero e conquistando nuovamente i primi due punti (il primo al termine di un prodigioso recupero) sulla battuta di Nole, che si ritrova ancora sotto 0-30. Il serbo recupera fino al 30 pari, poi, complice una palla corta non definitiva, subisce la prima palla break dell’incontro che non riesce a salvare. Ruud conferma il break nel game successivo ed allunga: 3 a 1. Nel quinto gioco, per la prima volta, Nole non concede punti sulla sua battuta all’avversario. Nel game successivo, ai vantaggi, Djokovic chiude con il dritto in lungo linea l’ennesimo scambio prolungato e si conquista la palla del contro break, che spreca però sbagliando di rovescio. Con un gran diagonale di dritto il serbo si riconquista l’opportunità di strappare il servizio al tennista nativo di Oslo, che però l’annulla con personalità avanzando a rete e restando così avanti (4 a 2). Nole si conferma in crescita al servizio (3 a 4) ma il set si gioca ormai sui turni di Ruud. Nel decimo gioco il numeoro uno del mondo salva due set point, il secondo con una smorzata perfettamente eseguita e mette pressione a Ruud che, tradito dal dritto, cede il servizio: 5 pari. Nel game successivo il serbo salva due palle break, chiude con un ace e torna a mettere la testa avanti (6 a 5), mandando il norvegese a servire per restare nel set. Ruud accusa la pressione e con due errori diretti chiude il parziale a favore di Djokovic: 7 a 5 per Nole in 70 minuti.

Secondo set – Forte dei quattro giochi vinti consecutivamente che hanno chiuso il primo parziale, il serbo sfrutta l’onda lunga del momento positivo ed apre la seconda frazione tenendo la battuta a zero. Ruud però ha il merito di non cedere ed il match resta duro, lottato palla su palla. Il norvegese prima salva due palle break nel secondo gioco, poi si costruisce quattro opportunità per strappare la battuta a Djokovic nel terzo, senza però riuscire a raggiungere l’obiettivo. La svolta arriva nel sesto game quando, dopo un parziale di 8 punti a 1, arriva il break che decide la partita: Nole vola sul 4 a 2. Dopo aver tenuto la battuta (5 a 2) Il serbo prova a chiuderla già sul servizio di Ruud, che però annulla due match point ed evita un passivo severo che non avrebbe meritato. Ma l’epilogo è solo rimandato. Nel nono gioco, un ace al centro del serbo (40-0) vale 3 match point consecutivi: basta il primo, sfruttato grazie ad un servizio vincente. Finisce 7-5, 6-3 in 2 ore e 12 minuti. Per Novak Djokovic quella di domani sarà la decima finale a Roma, dove andrà a caccia del quinto successo (dopo i trionfi del 2008, 2011, 2014 e 2015), la finale numero 52 (record assoluto) in un Master 1000, dove già sono 35 i successi (record fino ad ora condiviso con Nadal). Nel complesso, un successo domani regalerebbe al numero uno del mondo il trofeo numero 81 della sua straordinaria carriera. 

Stefano Tardi

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