Conflitti

Published on settembre 18th, 2020 | by Eurasia News

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L’ARMENIA MIRA AD UNA NUOVA GUERRA PER LA CONQUISTA DI NUOVI TERRITORI

Sulla scia degli eventi di questa estate, che hanno visto il riaccendersi del conflitto del Nagorno Karabakh tra Armenia ed Azerbaigian, ma non sulla linea di contatto tra gli eserciti dei due stati, bensì sul confine di Stato tra i due paesi, in una zona strategica anche dal punto di vista geo-energetico, nell’area della regione azerbaigiana di Tovuz, risulta di grande interesse approfondire se ci siano stati prodromi, di ciò che poi è avvenuto, già negli anni precedenti. Andando a ritroso fino alla presa del potere da parte del Primo Ministro dell’ArmeniaNikol Pashinyan, l’8 maggio 2018, emerge come da almeno due anni possa risultare evidente l’atteggiamento dell’Armenia volto a interrompere il processo negoziale, ostacolare una soluzione pacifica del conflitto e conquistare nuove terre dell’Azerbaigian e come quanto accaduto al confine di Stato tra i due Paesi il 12 luglio scorso sia servito a questo obiettivo.

CRONOLOGIA:

8 maggio 2018: durante il suo discorso all’Assemblea nazionale dell’Armenia prima di essere eletto, Pashinyan ha sollevato la questione della partecipazione nei negoziati del regime illegale istituito nei territori occupati dell’Azerbaigian, come una delle parti. Quindi, ha iniziato a mettere in discussione il formato dei negoziati e così ha fatto in numerose altre occasioni.

9 maggio 2018: il giorno successivo alle elezioni, insieme a sua moglie, Pashinyan ha visitato il Nagorno Karabakh, regione azerbaigiana sotto occupazione militare. A Khankendi, ha partecipato alla cosiddetta celebrazione dell’occupazione dall’esercito dell’Armenia della città azerbaigiana di Shusha, ha discusso la questione del miglioramento del meccanismo di “contenimento del nemico” e ha inaugurato il “Museo Drammatico Armeno” a Shusha.

16 giugno 2018: Pashinyan ha visitato nuovamente i territori occupati dell’Azerbaigian, ha ispezionato posizioni delle forze armate dell’Armenia nella parte orientale della regione occupata del Nagorno-Karabakh e ha tenuto consultazioni militari con il regime illegale costituito nei territori occupati dell’Azerbaigian.

9 luglio 2018: Pashinyan ha inviato suo figlio a svolgere il servizio militare nelle unità delle forze armate dell’Armenia, dislocate nei territori occupati dell’Azerbaigian. Ha detto che questo gesto aveva lo scopo di incoraggiare più armeni ad arruolarsi.

8 settembre 2018: nel corso di un meeting con uomini di affari russo-armeni a Mosca, Pashinyan ha dichiarato apertamente che “egli percepiva l’Artsakh come parte dell’Armenia in futuro”.

27 febbraio 2019: Artur Vanetsyan, direttore della sicurezza dell’Armenia, durante una conferenza stampa nella città occupata di Khankendi, ha affermato: “Il programma che chiamiamo programma di reinsediamento, a giudizio mio e di tutti, sarà la principale garanzia della sicurezza del nostro Paese. Perché ci sono quei discorsi, quelle espressioni e quelle persone che manipolano sempre questo argomento come se le terre saranno restituite, saranno negoziate, concesse, ecc. Di conseguenza con quel programma, invieremo un messaggio chiaro a tutta la nostra gente e al mondo, che non abbiamo intenzione di dare un centimetro di terra; al contrario, i nostri compatrioti devono stabilirsi su quelle terre e costruire il nostro paese”.

12 marzo 2019: Pashinyan ha visitato i territori occupati dell’Azerbaigian e ha tenuto una riunione congiunta dei Consigli di sicurezza dell’Armenia e del regime illegale costituito nei territori occupati dell’Azerbaigian, la così detta “repubblica del Nagorno Karabakh” nella città occupata di Khankendi dell’Azerbaigian.

30 marzo 2019: in una riunione con la comunità armena a New York, il ministro della difesa armeno Davit Tonoyan ha dichiarato che non ci sarà più un approccio “territori per la pace”. “Come ministro della Difesa, annuncio che ho riformulato questo formato, territori per la pace. Stiamo facendo il contrario: una nuova guerra per nuovi territori”, ha detto Tonoyan. Ha anche detto che l’Armenia aumenterà il numero delle sue unità offensive.

9 maggio 2019: Pashinyan ha visitato i territori occupati dell’Azerbaigian, dove ha preso parte alle cosiddette celebrazioni dell’occupazione della città di Shusha.

30 maggio 2019: l’Armenia ha gravemente violato il regime di cessate il fuoco sulla linea del fronte. Mentre i copresidenti del Gruppo di Minsk dell’OSCE si recavano in visita in Azerbaigian, la mattina del 30 maggio, un maggiore dell’esercito azerbaigiano Omarov Agil è stato ucciso da un colpo sparato dalle forze armate dell’Armenia in direzione del Distretto di Aghdam.

10 giugno 2019: il ministro della Difesa armeno Davit Tonoyan ha confermato di aver personalmente ordinato l’uccisione di un soldato azerbaigiano in direzione del distretto di Tartar, sulla linea del fronte, e pubblicamente ha premiato l’omicidio di un soldato azerbaigiano.

5 agosto 2019: prima dell’inizio dei Giochi Pan-Armeni, Pashinyan ha dichiarato che “Artsakh è Armenia. Punto.” E la folla ha gridato “Miatsum” (in armeno significa unificazione, viene utilizzato per l’annessione della regione azerbaigiana del Nagorno Karabakh da parte dell’Armenia).

6-17 agosto 2019: l’Armenia ha tenuto i Giochi Pan-Armeni, per la prima volta, nei territori occupati dell’Azerbaigian.

9 agosto 2019: l’Armenia ha annunciato un altro progetto quadriennale volto a cambiare l’infrastruttura del bacino idrico di Sarsang, nei territori occupati dell’Azerbaigian. Inoltre, la parte armena ha annunciato la costruzione della terza autostrada per collegare l’Armenia con i territori occupati dell’Azerbaigian. Questi cambiamenti infrastrutturali, che violano il diritto internazionale e la legislazione azerbaigiana, mirano al consolidamento dell’occupazione dei territori dell’Azerbaigian.

24 settembre – 5 ottobre 2019: le forze armate dell’Armenia hanno tenuto esercitazioni militari su larga scala intitolate “L’espansione delle forze armate: combattere l’aggressione dell’avversario” nei territori occupati dell’Azerbaigian.

23 dicembre 2019: una sessione congiunta dei Consigli di sicurezza dell’Armenia e del regime illegale costituito nei territori occupati dell’Azerbaigian, la così detta “repubblica del Nagorno-Karabakh” si è svolta a Yerevan, co-presieduta dal Primo Ministro della Repubblica di Armenia Nikol Pashinyan e dal “Presidente” del regime illegale, Bako Saakyan.

31 marzo 2020: l’Armenia ha tenuto elezioni “parlamentari e presidenziali” illegali nei territori occupati dell’Azerbaigian.

21 aprile 2020: Commentando le parole del ministro degli affari esteri della RussiaSergey Lavrov sulla “liberazione di un numero di aree intorno al Nagorno Karabakh e lo sblocco dei trasporti, comunicazioni economiche e altre” il ministro degli Affari Esteri dell’Armenia Zohrab Mnatsakanyan ha affermato: “Non ci sono state e non ci saranno concessioni. La parte armena non eserciterà mai tale approccio”.

23 aprile 2020: il MAE dell’Armenia ha dichiarato che la proposta per una soluzione pacifica del conflitto del Nagorno Karabakh, che preveda un approccio step-by-step, non è accettabile.

26 giugno 2020: le forze armate dell’Armenia, con la partecipazione del Capo di Stato Maggiore Onik Gasparyan, hanno tenuto esercitazioni militari nei territori occupati dell’Azerbaigian.

12-16 luglio 2020: l’Armenia ha attaccato le posizioni dell’Azerbaigian in direzione del distretto azerbaigiano di Tovuz. 12 soldati dell’Azerbaigian e un civile sono stati uccisi.

10 luglio 2020: l’Armenia ha aggiornato e adottato la Strategia di Sicurezza Nazionale che ha definito che l’obiettivo della risoluzione del conflitto Armenia-Azerbaigian era quello di consolidare gli esiti della guerra scatenata dall’Armenia contro l’Azerbaigian.

23 luglio 2020: Pashinyan ha dichiarato che dopo gli scontri di luglio la posizione armena sul conflitto Armenia-Azerbaigian è stata rafforzata e ha avanzato 7 condizioni, che prevedono, tra l’altro che il sistema di sicurezza dell’Armenia e del regime illegale “debba essere rafforzato”, che il regime illegale “debba diventare parte a tutti gli effetti dei negoziati “, il monitoraggio internazionale del regime di cessate il fuoco deve essere rafforzato, ecc.

4 agosto 2020: dopo l’esplosione a Beirut, l’Armenia ha annunciato il suo piano per insediare armeni libanesi nei territori occupati dell’Azerbaigian. Secondo i mass media armeni, diversi armeni dal Libano si sono già stabiliti nei territori occupati, compresa Shusha. Quindi, l’Armenia – ha intensificato la sua politica di insediamento illegale nel 2020 nei territori occupati dell’Azerbaigian.

11 agosto 2020: Il regime illegale costituito nei territori occupati dell’Azerbaigian ha annunciato la sua intenzione di trasferire “edifici amministrativi chiave” nella città occupata di Shusha, centro spirituale nazionale dell’Azerbaigian, dove prima dell’occupazione la maggioranza assoluta della popolazione era costituita da azerbaigiani.

17 agosto 2020: Il regime illegale costituito nei territori occupati dell’Azerbaigian ha minacciato di colpire la città azerbaigiana di Ganja.

26 agosto 2020: il ministero della Difesa dell’Armenia ha annunciato il piano per creare una milizia nazionale, che rafforzerebbe le forze armate armene e potrebbe essere schierata in “sezioni a rischio” dei confini dell’Armenia o sulla “linea di contatto con l’avversario”.

28 agosto 2020: Pashinyan ha tenuto una cerimonia per premiare i militari armeni che hanno condotto le operazioni militari contro l’Azerbaigian il 12-16 luglio 2020. Nel suo discorso, ha di nuovo elogiato i terroristi armeni, come Monte Melkonian, per i loro atti contro i civili azerbaigiani nel corso delle operazioni militari all’inizio degli anni ’90.

25-31 agosto 2020: Anna Hakobyan, moglie del primo ministro dell’Armenia, insieme ad altre donne, ha partecipato a corsi di addestramento al combattimento e al tiro nei territori occupati dell’Azerbaigian. Video e foto dell’addestramento sono ampiamente distribuiti nei media.

29 agosto 2020: Pashinyan ha visitato i territori occupati dell’Azerbaigian. Ha premiato i militari che hanno preso parte all’aggressione militare contro l’Azerbaigian sia all’inizio degli anni ’90 che nel luglio del 2020.

RED

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