USA

Published on giugno 21st, 2020 | by Eurasia News

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USA: TRUMP ORMAI IN GUERRA CON IL MONDO INTERO

Trump vs OMS, Trump vs China, Trump vs Corea del Nord, Trump vs Governatore dello Stato di NY.  Adesso Donald Trump Vs  Bolton. Instancabile il Presidente, in guerra ormai col mondo intero.

Dopo le accuse nella gestione del Corona virus , le affermazioni  fuori luogo nella questione Floyd,  adesso si parla di possibile impeachment. A confermarlo, il libro bomba di John Bolton, suo ex capo consigliere per la sicurezza nazionale.

Le rivelazioni sono veramente scioccanti-  è lo stesso prestigioso New New York Times ad anticipare parte del contenuto inquisitorio nei confronti del Presidente Trump.  Parrebbe difatti che il Presidente americano abbia chiesto durante il G20 in Giappone ,  al presidente cinese Xi Jinping,  di aiutarlo a rivincere le elezioni nel 2020 promettendo sconti di dazi se avesse acquistato prodotti agricoli americani cruciali per la sua base elettorale. E quando il leader di Pechino ha acconsentito, lo ha definito “il più grande leader della storia cinese”, ignorando tutto il resto, compreso la questione “diritti umani”. “Alla cena di apertura dell’incontro del G20 di Osaka nel giugno 2019, con solo interpreti presenti, Xi avrebbe spiegato a Trump perché  stava costruendo campi di concentramento nello Xinjiang”, scrive Bolton, secondo un estratto pubblicato sul Wall Street Journal. “Secondo il nostro interprete, Trump ha detto che Xi dovrebbe procedere con la costruzione dei campi, adducendo che fosse esattamente la cosa giusta da fare. Il vice consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti , Matthew Pottinger, mi disse che Trump ha pronunciato qualcosa di molto simile durante il suo viaggio in Cina del novembre 2017”.  Argomento scottante  quello cinese visti gli ultimi scenari, che rischia  di screditare definitivamente l’immagine del tycoon.  Questa e altre le accuse volte a Donald Trump nel libro “The Room Where It Happened”, per cui l’amministrazione Trump sta tentando con tutte le forze di  bloccarne l’uscita prevista il 23 giugno.

John Bolton è “un bugiardo”, alla Casa Bianca “non lo sopportava nessuno” e “ha infranto la legge” con la pubblicazione del suo libro, così replica Donald Trump in un’intervista a Fox, sottolineando che le informazioni contenute nel suo libro sono riservate e classificate. Trump poi precisa: “nessuno è stato più duro di me con la Russia e con la Cina”. “Ha infranto la legge! Era un bravo ragazzo, gli ho dato una chance. Questo è materiale classificato e non aveva il permesso”, ha spiegato Trump.

Ma Bolton spara alto descrivendo nel dettaglio quanto ha visto durante il suo incarico alla Casa Bianca- “Mi è difficile identificare una decisione di Trump durante la mia permanenza alla Casa Bianca che non sia stata dettata da calcoli per la rielezione”, affermando che l’inchiesta di impeachment avrebbe dovuto indagare il Presidente non solo per le sue pressioni sull’Ucraina ma anche per altri episodi, tra cui i suoi interventi su indagini criminali e i favori ai dittatori che gli piacevano . “Il quadro sembrava una ostruzione della giustizia come modo di vivere”.

Bolton rivela anche altre circostanze imbarazzanti. Ad esempio che Trump non sapeva che la Gran Bretagna è una potenza nucleare e se la Finlandia facesse parte della Russia. Inoltre parrebbe che Trump fosse piuttosto deriso dai suoi consiglieri tra cui il segretario di Stato Mike Pompeo. Quanti ai  briefing dell’intelligence erano poi inutili “perché molto del tempo era speso ad ascoltare Trump piuttosto che il contrario”.

Diverse le indiscrezioni anche per l’accordo, definito storico ma poi naufragato, con la Corea del Nord: «Mi ha detto che voleva firmare un documento, anche senza sostanza, fare la sua conferenza stampa e portarsi a casa la vittoria». Secondo lui presidente non aveva davvero grandi interessi riguardanti la denuclearizzazione.

Le rivelazioni bruciano perché sono una testimonianza di prima mano di un ex stretto collaboratore del Presidente, licenziato poi dopo appena 17 mesi via Twitter.  Trump minaccia “problemi legali” per Bolton qualora uscisse il libro poiché  aveva firmato un accordo di riservatezza quando era entrato alla Casa Bianca, ma ad oggi  la casa editrice, Simon & Schuster,  fa sapere che Trump non ha il potere di impedirne l’uscita e che  la causa legale è solo “l’ennesimo tentativo di bloccare la pubblicazione di un volume non edificante” per il presidente. Per il tycoon si tratta di notizie false di uno “uno sciocco e noioso con la voglia solo di andare in guerra”. Comunque, nonostante i tentativi per bloccarne l’uscita, alcune gravi rivelazioni sono già state diffuse ed hanno i loro effetti.

Ad ogni modo, nonostante gli stessi democratici abbiano criticano Bolton di non aver mai testimoniato al Congresso e pensato invece ai due milioni di dollari per il libro-  il libro appunto, rischia di mettere seriamente  in discussione non solo l’immagine di Trump ma anche la sua ricandidatura alle elezioni e di aggiungersi ad un altro libro compromettente, quello di Mary Trump, figlia del fratello maggiore del presidente Fred Trump Junior, in uscita ad agosto.

Che sia vendetta quella di Bolton o altro , è difficile da dire. Non si può al momento stabilire se fossero i due milioni di euro sul libro  ad aver spinto John Bolton a stare zitto finora o piuttosto se il silenzio non sia stato strumentale ad avere  il tempo giusto per costruire un pesante dossier di accuse contro il Presidente.

Ma perché questo libro fa veramente paura? Probabilmente perché solleverà nuovamente il caso Ucraina e le manovre senza successo contro Biden.  Gli stessi democratici probabilmente staranno ricordando quando, tempo fa, i senatori repubblicani riuscirono veramente per un soffio a impedire che Bolton fosse ascoltato in aula, dove avrebbe spiegato che cosa intendesse «per traffico di droga», riferendosi alle trame di Rudy Giuliani a Kiev per cercare di incastrare Biden e suo figlio.

Bolton non aveva espresso opinioni quando uscì fuori lo scandalo della “telefonata” tra Trump e il Presidente ucraino Zelenski. I sospetti, più che fondati, erano che Trump esercitasse pressioni sull’altro a riaprire il caso Burisma, ( precedentemente archiviato)-  in cambio ci sarebbero stati gli aiuti militari che erano mancati da parte dell’UE .  Il caso, lo ricordiamo, vedeva coinvolto Hunter Biden, che sedeva nel consiglio di amministrazione della società.

Nel frattempo, l’Autorità anti-corruzione di Kiev informa del sequestro di  una maxi tangente da 6 milioni di dollari versata da circoli vicino all’ex ministro Mykola Zlochevsky, fondatore di Burisma. I soldi erano destinati ai magistrati che indagavano sulla società del gas, in cambio, naturalmente, dell’insabbiamento. Il governo ucraino ha reso noto comunque che i Biden sono completamente estranei a tutta la vicenda.

La Casa Bianca ovviamente smentisce ogni coinvolgimento con Zelensky,  e quella telefonata del 25 luglio 2019  che comincia con “Vorrei che lei ci facesse un piacere…”secondo il Governo non prova nulla ma di  avviso contrario sono i democratici che hanno chiesto di aprire una procedura da “impeachment”.

Insomma, non bastavano le gaffe e gli incidenti diplomatici, Trump mina da solo le fondamenta del suo potere politico e rischia seriamente di avvicinarsi al “Game Over”, come tanto amano dire gli Americani.

Noemi Maria Cognigni

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