USA

Published on giugno 7th, 2020 | by Eurasia News

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IL MONDO INSORGE CONTRO IL RAZZISMO E ANCHE TRUMP E’ COSTRETTO A BLINDARSI ALLA CASA BIANCA

Spunta l’ennesimo drammatico video che sciocca l’America: un afroamericano morto dopo essere stato fermato da alcuni agenti a Tacoma, nello stato di Washington. Le immagini raccontano di un uomo che dopo essere stato scaraventato a terra è stato colpito fino a morire. L’episodio accaduto il 3 marzo c.a. è stato girato da una donna che si trovava dietro la macchina della polizia e che si sente urlare : “Smettetela di colpirlo, o mio Dio smettetela!“. Per la polizia è stato l’uomo ad aggredire i poliziotti.

Per dieci giorni di fila le città americane hanno manifestato da New York a Washington, da Los Angeles a Seattle – migliaia di persone sono scese in strada per protestare nel nome di George Floyd contro il razzismo e contro la violenza della polizia. Le manifestazioni sono state in gran parte pacifiche, ma si sono registrati alcuni episodi di violenza. È difatti grave un attivista 75enne, di origini italiane, spinto a terra da un gruppo di poliziotti a Buffalo, ricoverato in ospedale in condizioni “stabili ma gravi“. Lo ha detto il sindaco della città, Byron Brown che si è detto estremamente turbato dal video, diventato istantaneamente virale sui social, che documenta l’accaduto. Il governatore di New York, Andrew Cuomo, ha detto di aver parlato con il sindaco ed è d’accordo sul fatto che gli agenti coinvolti debbano essere sospesi in attesa di un’indagine formale. “Gli agenti di polizia devono far rispettare la legge, non abusarne“.
La tensione fra la gente è rimasta alta, nonostante le amministrazioni di molte delle principali città americane abbiano dichiarato di voler rivedere finanziamenti e regolamenti delle locali forze di polizia. In migliaia, difatti , hanno manifestato questo sabato a Washington in quella che è stata una delle marce più grandi svoltesi nella storia della capitale statunitense.
L’invito su Twitter lanciato con l’hashtag #1MillionDCSaturday per mobilitare più persone possibile ha avuto gli effetti sperati. Lo stesso sindaco di Washington Muriel Bowser,( che con Donald Trump ha avuto più di un battibecco per come il presidente degli Stati Uniti ha gestito le proteste seguite alla morte di George Floyd) ha fatto dipingere lo slogan “Black Lives Matter” con enormi lettere gialle su una delle strade principali che conducono alla Casa Bianca . Slogan che Bower ha fatto proiettare anche sugli edifici, aggiungendo sul suo account social che era un messaggio diretto a Trump.

Ed è ufficiale la data per la grande marcia su Washington in cui si ripeterà la promessa del sogno americano dell’eguaglianza e dei pari diritti: sarà il 28 agosto, come esattamente 57 anni fa in cui Martin Luther King fece il suo storico commovente discorso contro il razzismo. “I have a dream” sarà ancora una volta lo slogan che risuonerà davanti al Lincoln Memorial , per mettere fine alla violenza e alla discriminazione di tutte le minoranze: il razzismo non può avere posto in America, così come la violenza della polizia contro gli afroamericani.

Al posto di Martin Luther King ci sarà il reverendo newyorkese Al Sharpton, uno dei massimi leader dei diritti civili della comunità afroamericana, che durante i funerali di George Floyd a Minneapolis ha chiamato a raccolta neri, bianchi, latini, arabi per dire basta alle ingiustizie e ad ogni forma di discriminazione. “Il 28 agosto, il giorno del 57/o anniversario della marcia su Washington – ha detto Sharptontorneremo a Washington per far rivivere e impegnarci di nuovo per quel sogno, quello di Martin Luther King “. A guidare la marcia ci saranno le famiglie delle vittime delle ingiustizie, a partire da quella di George Floyd e quella di Eric Garner, i due afroamericani uccisi in due episodi diversi da una stretta al collo da parte della polizia. “Loro conoscono il dolore – ha sottolineato – sanno cosa vuol dire non essere considerati”.
Inevitabile che la marcia assuma anche una grande valenza politica, vista la vicinanza alle elezioni presidenziali di novembre, che potrebbe favorire soprattutto l’anti-Trump, Joe Biden, che ha già ricevuto l’endorsement di Sharpton. Quest’ultimo ha ricordato come il voto servirà non solo per decidere chi andrà alla Casa Bianca ma anche chi andrà al Congresso o chi amministrerà le città: “Possiamo cambiare un’era“, ha detto.
Migliaia di persone in strada unite da un unico grido, senza paura e senza nessuna forma di precauzione anti contagio, che in USA ha ancora numeri elevatissimi. La morte brutale di George Floyd diventa simbolo di lotta- il senso di vergogna, il disgusto provato dalle immagini incriminanti che hanno fatto il giro del mondo- destano anche le coscienze più addormentate dal consumismo della globalizzazione e dalla futilità dell’apparire – e il sogno americano è in parte già realtà.

Noemi Maria Cognigni

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