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Published on giugno 2nd, 2020 | by Eurasia News

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LA NUOVA STRATEGIA ANTI-CINA DI TRUMP PREVEDE L’ALLARGAMENTO DEL G7 ALLA RUSSIA

Il no della cancelliera tedesca Angela Merkel spinge Donald Trump a posticipare il G7.  L’incontro che si sarebbe dovuto tenere a Washington a giugno, è a data da destinarsi a settembre.  Un po’ di tempo in più per il Presidente americano per riorganizzare la sua agenda e improntare una nuova strategia anti-Cina , con l’ipotesi di un allargamento del vertice a 10 o forse 11 paesi.

Non è un buon momento quello di Trump, che schizza come una pallina su un tavolo da ping pong ( che è poi lo scacchiere internazionale). Il suo atteggiamento in politica estera è  schizofrenico, impulsivo e appare estremamente vulnerabile.  Ma Trump decide ancora una volta di rischiare, mostrando non di meno, ed è da riconoscerglielo, una certa capacità di adeguamento; stremo tentativo in vista delle elezioni di novembre. 

Trump in realtà potrebbe aver intuito o interpretato il no tedesco all’incontro di giugno ( ufficialmente legato all’emergenza coronavirus) come una reticenza a portare avanti contenziosi con la Cina, con cui la Germania ha enormi rapporti commerciali- rilanciando quindi l’idea di un G7 allargato a India, Sud Corea, Australia e Russia. Secondo il presidente americano, stando alle sue ultime dichiarazioni, il G7 sarebbe ormai un vertice non più rappresentativo di ciò che accade nel mondo, costituito da un gruppo obsoleto di nazioni. 

Una mossa a sorpresa, soprattutto la proposta a Vladimir Putin.  Ufficialmente, le intere economie del pianeta necessitano di una riflessione visto il ribasso dopo il lockdown, ufficiosamente il vertice sarebbe aperto a tutte le maggiori economie del mondo, tranne quella cinese, volutamente esclusa. E sarebbe aperto a tutti quei paesi che soffrono l’espansionismo di Pechino e seguono con apprensione la vicenda di Hong Kong

La Russia sembra apparentemente stuzzicata dall’invito americano (tornerebbe a far parte del tavolo delle potenze  dopo la sospensione del 2014 causa la dichiarazione di indipendenza della Crimea non riconosciuta da tutto l’Occidente), e rilascia dichiarazioni di prudente apertura. “Il presidente Vladimir Putin è un sostenitore del dialogo in tutte le direzioni – ha detto il portavoce Dimitri Peskov -, ma in questo caso, per rispondere a tali iniziative, è necessario ottenere informazioni di cui finora purtroppo non disponiamo”. E per marcare l’atteggiamento cauto e distaccato, il Portavoce ha anche aggiunto che la Russia può già discutere con le altre nazioni attraverso la piattaforma del G20Ma se la Russia si mostra ovviamente pragmatica , la Gran Bretagna di Boris Johnson ha una posizione molto netta circa l’ipotesi di allargamento,( soprattutto a Putin). Fermo restando che è lecito per il paese ospitante decidere gli invitati dell’evento , Boris Johnson fa sapere che richiederà un voto all’unanimità da parte di tutti i paesi membri.  Questo spinge Italia, Francia e Germania ad avere necessariamente una visione chiara e ad assumere una posizione netta.

Noemi Maria Cognigni

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