Azerbaijan

Published on maggio 9th, 2020 | by Eurasia News

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Il contributo dell’Azerbaigian alla vittoria della seconda guerra mondiale

L’Azerbaigian ha avuto un ruolo importante nella vittoria dell’Unione Sovietica, durante la seconda guerra mondiale. Dai primi giorni della guerra gli azerbaigiani, insieme agli altri popoli sovietici, si levarono contro il nemico. Solo nei primi giorni del conflitto 40mila azerbaigiani si arruolarono come volontari e partirono per il fronte. Il contributo complessivo del Paese caucasico ai combattimenti fu indubbiamente alto, soprattutto se confrontato con una popolazione che all’epoca ammontava a soli 3,2 milioni di persone: furono arruolati 700mila soldati, di cui 11mila donne. Morirono 300.000 cittadini dell’URSS, chiamati dall’Azerbaigian al servizio militare.

128 persone dell’Azerbaigian hanno ottenuto il titolo di “Eroe dell’Unione Sovietica” per l’eroismo e il coraggio dimostrati durante la Seconda Guerra Mondiale. Tre persone, tra cui il generale Hazi Aslanov, hanno ottenuto il titolo due volte.

L’Azerbaigian occupava un posto particolare nei piani di espansione della Germania nazista, per via dei suoi ricchi giacimenti di petrolio e la sua strategica collocazione geopolitica; Hitler nutriva grandi speranze nell’utilizzo del petrolio di Baku per la conquista di tutto il Medio Oriente e il piano Edelweiss prevedeva infatti l’occupazione della capitale azerbaigiana entro il 25 settembre del 1941.

L’Azerbaigian mobilitò tutte le proprie risorse e l’Urss ricevette 75,2 milioni di tonnellate di petrolio estratto a Baku, equivalente a più del 70% del fabbisogno bellico di carburante delle forze armate sovietiche. Durante la guerra a Baku venivano fabbricati oltre 130 tipi differenti di armamenti e munizioni, tra cui i leggendari lanciamissili mobili Katjuša.

La maggior parte degli azerbaigiani che furono fatti prigionieri dai nazisti continuarono a condurre una resistenza passiva, nell’attesa della prima occasione per fuggire e unirsi alle formazioni partigiane. Gli azerbaigiani contribuirono alla lotta partigiana nei territori sovietici occupati di Russia,
Bielorussia e Ucraina, nonché in Polonia, Cecoslovacchia e Ungheria. I partigiani azerbaigiani furono presenti anche nei Balcani e in Europa occidentale, dove si distinsero soprattutto in tre Paesi: Jugoslavia, Francia e Italia. Il più noto partigiano azerbaigiano è Mekhti Huseynzade, detto Mikhailo, che combatté in una formazione partigiana mista italo-slovena nella zona di Trieste, dove fu trucidato dai nazisti. Nel centro di Baku è immortalato in un famoso monumento e alla sua storia sono stati dedicati film e libri.

Il libro di Mikhail Talalay «Dal Caucaso agli Appennini, Azerbaigiani nella Resistenza italiana», pubblicato nel 2013 dalla casa editrice Sandro Teti Editore, racconta la storia di centinaia di azerbaigiani che combatterono nella Resistenza italiana. Il libro, documentato e appassionato, è ricco non solo del racconto di atti di eroismo, ma anche di storie toccanti, come quella dell’amore impossibile tra l’emiliana Gina Negrini e il partigiano azerbaigiano Nuri Aliyev.

RED

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