Cultura

Published on aprile 21st, 2020 | by Eurasia News

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IL RICORDO DI LUIS SEPULVEDA

Con Luis Sepulveda muore si un grande scrittore ma soprattutto un’icona dei nostri tempi. Icona di idealismo, coraggio, di scelte nette, decise, senza compromessi.

Una vita ricca , affascinante , la sua – da fare invidia alle migliori trame di film. Difficile pensare che Sepulveda quando scriveva non si ispirasse alle sue di avventure, alla sua concezione così forte e delicata dell’amore e dell’amicizia. 

Ambientalista, combattente ed attivista dei diritti civili. Nasce nel 1949 a Santiago del Chile  in un quartiere popolare. Da bambino voleva fare il calciatore, ma il suo daimon lo ha spronato a destino ben più fausto- diventare una delle voci più belle e significative della letteratura contemporanea. 

Durante la presidenza di Salvador Allende,  si iscrisse al partito socialista e diventò uomo della sua scorta. Quando Allende venne ammazzato nel 1973 durante il colpo di stato di Pinochet lui venne arrestato, torturato e incarcerato. Scarcerato grazie alle pressioni di Amnesty International, venne arrestato nuovamente e costretto all’esilio. Nel 1986 gli venne revocata la cittadinanza cilena, ottenuta solo tre anni fa. Dal 1997 viveva in Spagna con sua moglie Carmen, il suo unico grande amore della vita , dove è morto purtroppo, combattendo svariate settimane contro il coronavirus.  

Autore di circa 20 romanzi , alcuni di essi pluripremiati , è conosciuto anche dai più piccoli per la storia della Gabbianella e il gatto che le insegno’ a volare – una storia intrisa di amore e di profonda amicizia, piena di speranza. Quella speranza che non ha mai abbandonato l’autore, che ha sempre creduto ed avuto fiducia nell’essere umano. Una storia semplice ma non banale, raccontata con naturalezza e gusto. Una storia senza confini, dove amore ed amicizia si mescolano e si confondono, assieme alla collaborazione- proprio come è accaduto a lui e alla sua Carmen, che aveva conosciuto da giovane e che aveva combattuto al suo fianco contro il regime avendo gli stessi trattamenti. Carmen, anch’essa poetessa era  esule come lui e come lui aveva fatto una scelta sposando la causa della libertà. I due si erano uniti in matrimonio due volte: il primo da giovanissimi, aveva il sapore dell’innocenza, il secondo dopo anni di forzata separazione; il sapore della maturità. 

La forza di Sepulveda è innanzitutto creativa – immaginare storie di grande impatto visivo sfruttando temi ancestrali e questioni sociali di fondamentale importanza, attraverso il processo della riduzione. Aveva la capacità di chiudere all’interno di una piccola immagine, un concetto enorme. Come è stato nel caso della Gabbainella, appunto.  Questo ha permesso che tutti comprendessero il suo messaggio, sempre chiaro, provocatorio ma mai aggressivo. 

Sepulveda scriveva con  semplicità, perchè viveva con genuinità, come uomo del suo tempo. Mai forzature, mai pretese , mai sforzi di virtuosità.

La sua scrittura è chiara, diretta, delicata. Le sue opere, sono il connubio perfetto tra i semi della cultura latina che spesso attinge al misticismo, alla magia.. e il suo vissuto europeo . Sepulveda raccoglie in pieno l’enorme frattura sociale dei nostri tempi e la supera, perchè la fa sua e mostra una strada, ci mostra una strada alternativa. 

In particolare, nella storia della gabbianella , la durezza della vita e la crudezza della mano dell’uomo che spesso punisce l’intera natura, si accompagna alla tenera immagine di un gatto che sa guardare oltre alla sua natura felina, scegliendo di fare la cosa giusta, proprio come fece Sepulveda quando scelse di opporsi alla dittatura – questo sembra suggerirci un’intuizione pazzesca: nessuno di noi è quello che ci dicono gli altri, nessuno di noi è quello che gli altri vogliono noi siamo. Noi non siamo categorie, non siamo modelli, non siamo stereotipi-  bensì individualità. Tutti almeno una volta nella vita abbiamo la possibilità di scegliere chi essere davvero, di rischiare l’ignoto per il porto sicuro che conosciamo. E’ questa la massima espressione del lavoro di Sepulveda, immaginare con la fantasia catturando i più piccoli, per poi renderlo possibile per far leva sugli adulti

Sepulveda sembra gridare: non scendete mai a compromessi, non illudetevi di essere liberi se non vi ponete davanti a quella scelta. La libertà oggi giorno, più che mai, è una conquista, non un regalo. Non piegatevi agli schemi, alle cose ridondanti, scegliete la semplicità delle piccole cose.  Salvate anche voi un piccolo gabbiano, se potete. 

Sepulveda ha detto tanto, e non l’ha fatto solo scrivendo. La sua non è mai solo narrazione, è partecipazione, a tutti gli effetti. 

Altro grande merito di questa straordinaria personalità  è lo sfatare senza mezze misure il mito del bambino prodigio. Il mito dell’eroe, del migliore per nascita e selezione divina, per determinismo storico. E quanto può essere forte questa realtà su di noi, comuni mortali… abituati a pensare che le stelle appartengono solo ai fortunati, ai figli di qualcuno, ai corrotti, a quelli scesi a compromesso, a quelli che hanno scelto la via più facile. 

Eh si, perchè Sepulveda come tanti altri eccelsi, arriva tardi al successo. Arriva tardi alla maturità artistica. Tardi per i mostruosi canoni di oggi che fanno comodo alle elite. Difatti, pubblica il suo primo romanzo ( Il vecchio che leggeva romanzi d’amore)  nel 1989, a 40 anni- solo dopo aver vissuto parte della sua vita combattendo per la sua opinione, scegliendo di essere presente, con l’azione, essendo realmente presente fisicamente, nelle cose che scriveva. Chissà quante Kengah, la gabbiana che resta intrappolata nel petrolio, avrà visto Sepulveda, nelle sue spedizioni per mare con Greenpeace..! 

In una società come quella che contemporanea  in cui si mitizza l’eroe,si cerca il migliore, si premia il prodigio, quello nato nella buona sorte, quello che se si realizza a vent anni, (perchè se non l’ha fatto a vent’anni non lo farà mai…perchè mai investirci tempo, risorse, denaro, idee? ) l’eccezione di Sepulveda irrompe come un asteroide-  dimostrando come esperienza, maturità emozionale, dolore, sacrificio, tempra, idee ed ideali ci mettano tempo ad arrivare, ma portano lontano. 

 In una società che mira a riciclare in tempi record spesso fenomeni da baraccone, gente che di arte non ne capisce nulla, che non ha nulla da dire e da dare ,-  la personalità spesso è pericolosa, fa paura, è temuta, perchè ingestibile, incontrollabile. Perchè una sola voce può muovere le masse. In tal senso , Sepulveda rappressenta uno degli esempi più solidi e vigorosi degli ultimi tempi, in cui l’artista è anzitutto critico dei propri tempi, si mette a servizio della propria fede e sfida con coraggio il tacito assenso della massificazione. E’ questo ciò che Sepulveda  ha trasferito nel cuore dei suoi innumerevoli lettori : la testimonianza che una voce diversa può fare sistema e raccogliere i suoi frutti. È da qui che nasce la verità , dall’impronta di qualcosa che si è fatto, che è accaduto. 

L’autore, stava lavorando ad un ultimo romanzo prima che morisse, Agua mala– anche questo di impronta ambientalista. Iperterrito nella sua missione, ribelle per natura, ci regala una delle più belle lezioni di vita: non scegliete la cosa più semplice, ma la cosa più giusta. Non sarà questo il segreto dello star sistem, ma è di certo quello per passare alla Storia.

Noemi Maria Cognigni

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