Tennis

Published on aprile 19th, 2020 | by Eurasia News

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Il tennista serbo Novak Djokovic fuoriclasse anche in solidarietà

Che tra Novak Djokovic e l’Italia ci fosse un rapporto speciale lo sapevamo da tempo. Da quando, 17enne, si trasferì nel Belpaese per essere allenato da Riccardo Piatti. Un amore ricambiato dall’affetto che ogni anno Nole riceve a Roma agli Internazionali BNL d’Italia, torneo che lo ha visto trionfare in ben 4 edizioni (2008, 2011, 2014, 2015), sebbene la terra rossa non sia certo la sua superficie preferita. Il pubblico italiano, infatti, ha sempre riservato al campione serbo un calore che raramente ha ricevuto in altre parti del mondo. Quest’anno poi, il suo amico Fiorello, in qualità di ospite fisso nella 76esima edizione del Festival di Sanremo, aveva invitato Nole sul palco dell’Ariston. E così, lo scorso 5 febbraio, dopo aver iniziato la stagione trascinando la Serbia al successo nella Atp Cup ed essersi aggiudicato per l’ottava volta in carriera gli Australian Open (il 17esimo titolo del Grande Slam messo in bacheca), il tennista di Belgrado si era esibito sulle note di “Terra promessa” di Eros Ramazzotti. A Dubai, il 29 febbraio, aveva trionfato per la quinta volta nel torneo degli Emirati, conquistando il titolo numero 79 in carriera. Pochi giorni dopo, messo di fronte al rischio Covid-19, anche il tennis, come gran parte del resto del mondo, si era fermato.

Se il giocatore è stato quindi costretto ad uscire dal campo, l’uomo è rimasto ancorato alla realtà, facendo sentire concretamente tutta la sua vicinanza a chi era in prima linea nell’affrontare l’emergenza. A fine marzo, attraverso la Novak Djokovic Foundation diretta dalla moglie Jelena Ristic, dona un milione di euro agli ospedali serbi per l’acquisto di attrezzature ed equipaggiamenti medici. Qualche giorno fa, il direttore generale dell’Azienda socio-sanitaria territoriale di Bergamo Ovest annuncia che, tra i mittenti delle donazioni ricevute, c’è anche Novak Djokovic. Non è nota l’entità della somma stanziata (sembrerebbe un milione di euro), perchè Nole desiderava che il gesto restasse coperto dall’anonimato, prima di essere convinto dal fatto che, se resa nota, quella donazione avrebbe potuto convincere anche altri potenziali benefattori a seguire l’esempio. Tra i destinatari, oltre alle strutture bergamasche, ha scelto anche l’Ospedale San Raffaele di Milano, del quale conosce le eccellenze. Del resto, anche Jelena ha il cuore in Italia: da giovane, studiando alla Bocconi, ha vissuto anche nel capoluogo lombardo. Il ragazzo che ha conosciuto la sofferenza vera, che a 12 anni era costretto con la sua famiglia ed altri connazionali a nascondersi e ripararsi dalle bombe della Nato (in seguito all’operazione “Allied Force”, 1999) che ogni giorno piovevano dal cielo devastando Belgrado, è diventato un uomo consapevole, generoso, sensibile al dolore ed alla paura.

Ma non è tutto. Perchè Nole ha una visione a 360 gradi della realtà che lo circonda. E così ha deciso di non lasciare indietro neanche i suoi colleghi. Perchè non tutti, come lui, Federer e Nadal, hanno vinto milioni di montepremi ed hanno ricevuto altrettanti introiti dalle sponsorizzazioni. E così, in qualità di presidente dell’ATP Players Council (il consiglio dei giocatori in seno all’ATP), Nole si è assunto la responsabilità di pensare anche ai giocatori che rischiano di pagare il prezzo più alto dello stop alle competizioni. Un gesto solidale ed al tempo stesso coerente, visto che lui stesso, un paio d’anni fa, nel tentativo di istituire un sindacato dei giocatori in aperto contrasto con la percentuale destinata al montepremi dei tornei rispetto al fatturato complessivo degli stessi, lamentava il fatto che, praticamente, solo i primi 100 giocatori al mondo erano in grado di vivere di tennis. Così, Djokovic, dopo averne parlato con Federer e Nadal, ha avanzato la proposta di un fondo per aiutare i tennisti con un ranking più basso. La somma verrebbe raccolta attraverso l’autofinanziamento, con un contributo da erogare in base alla posizione attualmente ricoperta in classifica: 30.000 dollari da parte dei primi cinque, 20.000 per quelli posizionati tra la sesta e la ventesima posizione, 10.000 tra la ventunesima e la cinquantesima,  5.000 per i classificati tra la posizione 51 e la 100. Oltre un milione di euro cui potrebbe confluire anche la metà del prize money delle Atp Finals (qualora si disputassero). Una proposta concreta e facilmente realizzabile. Perchè oltre al cuore, serve anche la testa. E Novak Djokovic è diventato il numero uno al mondo perchè possiede sia l’uno che l’altra.

Stefano Tardi

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