USA

Published on aprile 19th, 2020 | by Eurasia News

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DONALD TRUMP CONTRO L’OMS

Il presidente degli States, Donald Trump sospende i finanziamenti all’OMS, perchè, a suo dire, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fallito nel suo compito di  contenimento del virus: ” Ha mancato di dare tempestive informazioni sul coronavirus , anzi ne ha dato di false e i suoi ritardi sono costate vite umane“. Nel frattempo il numero di casi negli Stati Uniti supera i  700000 ma Trump non si lascia intimorire e rivendica “potere totale” sulla riapertura del paese. Non tutti però, condividono la scelta del Presidente pronto a riaprire il paese ad inizio maggio, nonostante la curva dei contagi nel paese continui a salire.  Andrew Cuomo, per esempio, governatore dello stato di New York, è in questo momento tra i suoi più validi antagonisti. Sono giorni difatti che battibbeccano, lanciandosi accuse e frecciatine attraverso twitter ed altri canali social.

” Non abbiamo un re ma un presidente.. Rinunciammo ad avere un re, George Washington fu presidente, no re Washington, quindi il presidente non ha un potere totale”. 

“Se Trump ordinasse di riaprire mettendo a rischio  la salute degli abitanti del mio Stato io non lo farei”.

A New York  il numero dei malati cresce più velocemente del previsto previsto, e Cuomo aggiunge:  “A me interessano solo numeri e fatti. Non agisco in base a opinioni personali né mi sentirete mai usare parole vaghe come “penso” o “credo”. Prendo decisioni sulla base di dati e proiezioni”.- “Noi  abbiamo bisogno di almeno 30mila respiratori- sono questi a fare la differenza tra la vita e la morte, e l’unico modo per averli è con l’aiuto del governo federale. L’assenza di questo aiuto è inspiegabile”.  

Ma secondo Trump : “Una “grave recessione potrebbe fare più vittime del coronavirus”, ed aggiunge che un isolamento prolungato potrebbe distruggere il Paese.

L’emergenza coronavirus ha completamente azzerato il balzo fatto dall’economia sotto la sua amministrazione -forse è questo il motivo di tanta ansia nel voler riaprire a tutti i costi. 

Nella sua ultima  conferenza stampa , il Presidente,  ha di nuovo attaccato i media, ribadendo il suo pieno potere di decisione sulla questione,  senza però rispondere alla domanda su quale sia la fonte costituzionale di tale potere. 

 Nel frattempo i governatori si sono attivati  per conto loro formando due “coalizioni” regionali per coordinare una risposta unica dinanzi all’emergenza. 

Tutto questo ha innervosito molto Trump, così come le restrizioni che gli Stati hanno ritenuto necessarie al fine di fermare il contagio. Molti di essi, in aperta polemica anche con il consulente della Casa Bianca sulla pandemia, l’immunologo Anthony Fauci,  hanno deciso di creare“task force” interstatali , ad Est come ad Ovest, al fine di stabilire piani comuni per la riapertura delle economie. Ha aggiunto Gina Raimondo, governatrice di Rhode Island, «è che il virus se ne infischia dei confini e anche la nostra risposta dovrebbe farlo». 

Ma i governatori non sono i soli a distaccarsi da Trump –  anche il New York Times lo accusa per la cattiva gestione del coronavirus.  Secondo il prestigioso giornale americano,- che ha pubblicato un’inchiesta – “il presidente ha resistito alla emanazione di importanti misure di distanziamento sociale” – anche quando esperti avevano suggerito alla Casa Bianca di prendere provvedimenti,( tra cui  effettuare tamponi per avere dei numeri reali nel paese)- per limitare il contagio.  

Per Trump  si tratta chiaramente di fake news, e mostra ai media un’altra verità:  un video fatto di spezzoni di più trasmissioni , in cui si evince come invece fossero gli esperti a minimizzare i rischi del coronavirus e come i  governatori che oggi lo accusano, prima lo osannassero per i suoi sforzi sul fronte sanitario. 

Intanto a N.Y., città in pieno lockdown, lo scenario è apocalittico:  l’ unico aspetto positivo è la riduzione del crimine del 18% – ma i negozianti non si fidano e serrano con barricate le vetrate dei propri magazzini,  per timore di assalti e rivolte. Le scene terrificanti viste nei tg di tutto il mondo raccontano di una NY che non ha più posto per i morti: nei cortili degli ospedali  i cadaveri vengono messi nei camion frigo, quelli che prima servivano a congelare la carne. L’ipotesi sulle fosse comuni sembra non essere più solo un’ipotesi : il piano di emergenza qualora gli obitori fossero colmi , è realizzarle in alcuni parchi pubblici. 

Ma questa non è l’unica brutta notizia per chi in America, è ahimè, cittadino  di serie b : il sistema sanitario statunitense diventa ancora più stringente nei confronti, di chi, non ha grosse aspettative di vita. Diventa legge la proposta di linee guida sulla pandemia che permette agli ospedali di non fornire respiratori a malati cronici e disabili fisici e mentali colpiti da Covid 19-  a gridare l’allarme di questa gravissima forma di discrimazione era stata April Dunn, presidente del Council on Developmental Disabilities, morta qualche giorno fa proprio a causa del coronavirus.  

Una nazione allo stremo, una città come quella di NY considerata invibicile,  in ginocchio. Ma se Trump si prende la briga di discutere con Andrew Cuomo sui trentamila respiratori da inviare nello Stato di NY, è invece ispirato da immensa generosità nei confronti del nostro paese. Il presidente ha difatto firmato  un memorandum per aiutare l’Italia a combattere l’epidemia inviando nel nostro paese tutte le forniture necessarie -“senza intaccare le riserve nazionali”- tiene ovviamente a specificare. 

Controsensi che sono sempre più comuni nelle politiche di molti paesi, reticenti a dare nei propri confini, baciati dalla Dea Generosità, fuori. 

Ad ogni modo, gli americani non sembrano premiare Trump: la media degli ultimi dieci sondaggi nazionali, riportata da RealClearPolitics, riporta che il 50,8% degli americani disapprova l’operato del presidente, contro un 44,9% favorevole.  E scende anche il gradimento in vista delle elezioni, con Joe Biden ,il candidato democratico dato al 48,9%.

Cosa succederà il prossimo novembre  e come cambieranno gli equilibri non ci è dato sapere, ma di certo non siamo i soli qui in UE ad avere problemi e posizioni di interesse nella gestione della pandemia. Qello che sta succedendo nello scontro tra potere federale e potere statale non si è mai verificato nella storia d’America, e chissà che non segni uno squarcio nella bandiera a stelle e strisce, icona di un potere incrollabile.

Noemi Maria Cognigni

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