Attualità

Published on aprile 9th, 2020 | by Eurasia News

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Molestie o minacce online: Telegram nell’occhio del ciclone

Revenge porn o revenge pornography, sono espressioni della lingua inglese che indicano la condivisione pubblica di immagini o video intimi tramite Internet senza il consenso dei protagonisti degli stessi – questa la descrizione su Wikipedia di uno dei fenomeni più diffusi sul web

Il virtuale che entra nel reale- dal momento che circa una persona su dieci ne viene colpita e fra queste il 51% contempla il suicidio- secondo lo studio 2019 di American Psicological Association. Le percentuali salgono se si tratta di minori.  Secondo Amnesty International , in Italia almeno una donna su cinque ha subito molestie o minacce online. 

In molti paesi il revenge porn è reato da anni – in Italia invece, fino allo scorso agosto non c’era nessuna legge specifica attua a contrastare il fenomeno. Le vittime quando denunciavano, si appelavano alla normativa di reati di diffamazione e violazione della privacy. Ma con la legge Codice Rosso , attraverso l’art 612- ter del codice penale lo Stato interviene punendo chiunque sottrae, invia, consegna, cede pubblica o diffonde, immagini e video sessualmente espliciti , senza il consenso delle persone interessate- con una reclusione da 1 a 6 anni e la multa da 5000 a 15000 euro. Stessa pena per chi, diffonde a sua volta il materiale ricevuto dall’autore del reato. 

Queste le premesse, vediamo cosa accade regolamente su Telegram

Si, perchè da qualche giorno, Telegram, il social network russo è sotto l’occhio del ciclone, dopo un’inchiesta seguita dal portale Wired che dimostra come all’interno di esso esistano numerosi gruppi di revenge porn con più di 50000 iscritti che fanno circolare immagini di donne, ragazze, a volte anche minori incitando, condividendo, scambiando fra loro, contenuti pornografici e pedopornografici. Secondo Simone Fontana, autore su Wired, la mole di messaggi è di circa 30000 al giorno!

Telegram esiste per fare tutto ciò che è illegale e perverso, per dare libertà a tutti i nostri istinti. Le femmine sono solo carne da fottere e stuprare

Questa una tra le dichiarazioni shock di uno dei tanti uomini partecipanti al gruppo “ Stupro tua sorella 2.0″ ,dove l’incitamento alla violenza fisica e morale sulle donne è prassi . Come se non bastasse, non ci si limita solo a postare foto e video- spesso si ritrovano numeri di telefono, indirizzi di casa, tutto ciò che serve a rendere impossibile la vita della vittima, per esempio una ex fidanzata. Donne trattate come carne da macello, spingendo il branco a “stuprarle” chiedendo spesso prova, un “tributo”, come gergalmente si usa dire nei gruppi, dell’avvenuta masturbazione. E quando i contenuti sono vietati persino dal regolamento permissivo della piattaforma, ci si accorda in privato. Ma la parte più inquietante è quella relativa all’abuso su minori: padri molto spesso nascosti sotto finto nome , come Alfonso, che gode dei commenti di approvazione sulla propria figlia, o Joe Goldberg, che chiede al branco come poter stuprare incolume le proprie figlie di 9 e 10 anni. Joe è convinto che anche le ragazzine siano oggi giorno , facili al sesso, vogliose di farlo anche con il proprio padre…!

Con l’inchiesta il  gruppo ” Stupro tua sorella 2.0″  è stato chiuso, ma nel giro di poche ore ne sono stati creati altri con lo stesso scopo. L’iter è sempre lo stesso: il gruppo nasce, raggiunge il picco di iscritti e viene chiuso da Telegram perchè diffonde contenuti pornografici. Ma niente paura- perchè un messaggio fissato nella parte alta della chat reindirizza a un nuovo gruppo, un gruppo di riserva da usare in caso di cancellazione.

Che cosa si può fare per fermare questo scempio? Certo adesso finalmente una legge esiste, ma come sappiamo,  l’identificazione del soggetto molto spesso è impossibile. L’anonimato su internet è uno strumento prezioso, è quella risorsa che garantisce la circolazione di informazione nei regimi dittatoriali, per esempio- ma  in certi casi diventa lo strumento della copertura del reato, della negazione dell’individualità a favore della logica del branco. La verità è che le regole sono troppo blande e la rete è troppo grande: la numerosità dei gruppi e la loro facilità di azione lo attestano. 

Sono numeri alti, troppo alti, estremamente preoccupanti. 50000 iscritti per gruppo, contando che ne esistono a decine, significa prendere atto che un numero altissimo di uomini sia in preda ai suoi peggiori istinti e decisamente fuori controllo. Come si può soltanto immaginare di stuprare una propria figlia ? Cosa scatta nel cervello di questi uomini? Come si può ancora pensare al sesso in maniera tanto compulsiva nonostante tutte le libertà sessuali di cui godiamo? Tocca interrogarsi sulla natura profonda di questo abominio, soprattutto perché quelli che noi chiamiamo “mostri” molto spesso sembrano uomini assolutamente stabili.

Noemi Maria Cognigni

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