Azerbaijan

Published on marzo 31st, 2020 | by Eurasia News

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Il Genocidio degli Azerbaigiani

Ogni anno, il giorno 31 Marzo, la Repubblica dell’Azerbaigian commemora il Giorno del Genocidio degli azerbaigiani avvenuto nel 1918.

In quel giorno nei territori dell’Azerbaigian, avvenne l’ennesimo genocidio ai danni della popolazione azerbaigiana: cinquantamila innocenti, tra cui donne, bambini e anziani, vennero spietatamente massacrati da membri del partito armeno Dashnak con l’aiuto del partito bolscevico. I soldati, guidati dall’armeno Stepan Shaumyan, uccisero migliaia di azerbaigiani e distrussero santuari musulmani in Azerbaigian. Tra i vari siti ad essere distrutti, si ricordano particolarmente la Moschea di Tezepir e uno degli edifici architettonicamente più rilevanti, ovvero Ismailiyeh.

Pensare alla conta delle vittime crea paura e sgomento in chiunque viene a conoscenza di questa storia: a Baku vennero distrutti cinquantotto villaggi, con circa trentamila vittime azerbaigiane. Ci furono circa settemila persone solo nel quartiere di Shemakha. Inoltre, a Quba più di cento villaggi di azerbaigiani furono rasi al suolo e centocinquanta nella parte superiore del Karabakh.

La Repubblica Democratica dell’Azerbaigian istituì una Commissione Speciale d’Investigazione, il 15 Luglio 1918, al fine di raccogliere informazioni da sottoporre al governo. Leggendo il rapporto, di conseguenza, l’anno successivo, il Parlamento dell’Azerbaigian stabilì di celebrare il 31 Marzo il Giorno del genocidio Azerbaigiano.

Quasi un secolo dopo, nel 2007, durante la costruzione di uno stadio a Quba, venne ritrovata una fossa comune con circa 137 scheletri – di cui 24 di teschi di bambini e 28 di donne – riconducibili al massacro. Dopo la macabra scoperta, l’Istituto di archeologia ed etnografia dell’Accademia nazionale delle scienze dell’Azerbaigian inviò una spedizione nella località e, nel 13 aprile del 2007, pubblicò il suo rapporto affermando che la preponderanza di resti scheletrici mescolati suggerisce che le persone furono prima giustiziate e poi gettate in pozzi, da 2,5 a 5 metri di profondità. Il 18 settembre 2013, in quel sito, il presidente Ilham Aliyev ha inaugurato il Complesso commemorativo del genocidio di Quba.

Questo evento va aggiunto alla lista dei massacri compiuti dagli armeni e dai sovietici ai danni della innocente popolazione azerbaigiana. Tra i tanti, sono degni di nota l’evento chiamato“Gennaio Nero” e il Genocidio di Khojaly. Senza ovviamente dimenticare l’illegale occupazione da parte dell’Armenia dei territori azerbaigiani, inclusi la regione del Nagorno Karabakh e sette distretti adiacenti: da fin troppo tempo le forze militari dell’Armenia occupano circa il 20% del territorio dell’Azerbaigian internazionalmente riconosciuto, costringendo tutti gli azerbaigiani, più di 1 milioni di persone, una volta lì residenti, a diventare rifugiati e profughi interni.

Dariush Rahiminia

(PhD Candidate presso Sapienza, Università di Roma)

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