Design

Published on marzo 18th, 2020 | by Eurasia News

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Il lampadario che purifica l’aria è già realtà

La salvaguardia dell’ambiente è sempre più un tema attuale e coinvolge i paesi, le aziende, e pure i singoli cittadini. Nell’ottica di rendere gli ambienti più sani, anche il mondo del design cerca di fare la sua parte, utilizzando sempre più spesso dei materiali eco sostenibili nella creazione di oggetti per decorare gli interni. 

Ed è qui che si distingue il pregevole lavoro di Julian Melchiorri, ingegnere e biotecnologo londinese, che ha pensato e progettato Exhale, un innovativo lampadario composto da foglie in vetro riempite di microalghe verdi in grado di assorbire l’anidride carbonica e rilasciare ossigeno puro.

Il lungimirante designer, partendo dal presupposto che un’illuminazione ben progettata è fondamentale quando si crea un ambiente, dopo anni di studi biochimici ha realizzato un punto luce “vivente”, in grado oltre che di illuminare, anche di pulire l’aria tramite la fotosintesi.

Exhale è in pratica composto da 70 petali in vetro in varie misure che contengono una soluzione di alghe verdi mantenute in vita dalla luce del giorno, LED e una sorta di “gocciolamento” di nutrienti, sviluppato da un team di ingegneri.

Il lampadario, dal gradevole impatto estetico, è di tipo modulare e le sue foglie possono essere orientate in base alle diverse preferenze ed esigenze. Senza dubbio rappresenta un primo passo verso la conversione degli oggetti tradizionali in sistemi per la purificazione dell’aria; una vera e propria operazione di biomimetica, che consiste trasferire i processi biologici dal mondo naturale a quello artificiale e mimare i meccanismi di Madre Natura, per trovare soluzione a numerosi problemi di sostenibilità a lungo termine.

Questo oggetto eco friendly ha fatto ottenere a Melchiorri il prestigioso Emerging Talent Award durante la London Design Week di due anni fa. Il riconoscimento viene assegnato persone che hanno avuto un impatto significativo sulla società nei primi cinque anni dalla laurea. Nel descrivere la sua invenzione, lo stesso progettista ha dichiarato: “Nell’ultimo secolo la nostra popolazione in continua crescita sta bruciando combustibili fossili e distruggendo la vita delle piante, sostanzialmente forzando un cambiamento nell’atmosfera e nelclima, trasformando il nostro pianeta. Avendo questo problema costante in mente, ho sperimentato diversi modi per produrre materiali nuovi e influire positivamente sul mondo che ci circonda. Queste tecnologie possono rivoluzionare il nostro ambiente urbano sia a livello di prodotto sia di architettura purificando l’aria che respiriamo, imprigionando l’anidride carbonica e producendo bio-prodotti preziosi, solo utilizzando acqua e luce“.

Al momento il lampadario è ancora un prototipo e si trova esposto nella collezione permanente del Victoria and Albert Museum di Londra, ma il giovane designer spera di poterne avviare la produzione ed utilizzarlo anche per edifici di ampie dimensioni, contribuendo così a combattere su larga scala le emissioni nocive.

Ce lo auguriamo tutti!

Eva Bergamo

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