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Published on novembre 4th, 2019 | by Eurasia News

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FALLENDO SI CRESCE

La 16° edizione del World Business Forum Milano, tenutosi il 29 e il 30 ottobre, si focalizza sul tema SUPER MINDS: fare leva sul potere collettivo del talento per avere aziende in crescita, tecnologicamente all’avanguardia e con dipendenti e manager sempre più empowered.

Sala strapiena. Tutti i biglietti venduti. I manager da tutta Europa sono venuti per ascoltare delle idee su un nuovo paradigma di pensiero, basato sul potere collettivo del talento, per stare un passo avanti rispetto alla competizione, utilizzando nuove tecnologie e raggiungendo nuove vette di performance. 

L’edizione appena passata si chiamava Super Minds, e ha raccolto le menti più brillanti del business, dell’economia, dell’innovazione e della creatività a livello internazionale che si sono confrontati nei due giorni a Milano al MiCo – Milano Congressi. 

Un parterre di speaker del calibro di Jimmy Wales, co-fondatore di Wikipedia, Management, Simon Sinek, saggista autore di libri rivoluzionari sul tema della leadership, come Start with Why e Leaders Eat Last, Hal Gregersen, direttore esecutivo del MIT Leadership Center e Senior Lecturer presso la MIT Sloan School of Management, Mark Webber, ex pilota di Formula 1 di Red Bull, Williams, Jaguar e Minardi, e Campione Mondiale Endurance con Porsche nel 2015, Gary Hamel, uno dei pensatori di business più influenti e iconoclasti a livello mondiale, Susan David, psicologa della Harvard Medical School nota per il suo best-seller Emotional Agility, Whitney Johnson, esperta di innovazione aziendale attraverso la discontinuità personale, Stew Friedman, fondatore del Wharton Leadership Program, Victoria Roos-Olsson, Senior Leadership consultant di FranklinCovey e Zoe Chance, esperta di persuasione e prof alla Yale School of Management. 

Al centro del dibattito è stato il tema dell’innovazione aziendale, intesa a 360 gradi, tema sempre più centrale nel mondo del business contemporaneo. Un tema che richiede una nuova organizzazione aziendale, un nuovo modello distribuito basato sul talento non più individuale ma collettivo, all’interno e all’esterno dell’azienda, attraverso un empowerment sempre maggiore di manager, dipendenti e stakeholder.

Un modello che permette di cogliere nuove opportunità, e che fa leva sulla tecnologia come elemento moltiplicatore delle potenzialità delle persone, permettendo lo sviluppo di team di lavoro altamente competitivi e la promozione di una cultura organizzativa che favorisca il successo nel lungo periodo, garantendo all’organizzazione aziendale una crescita esponenziale.  

Ha aperto il Forum Hal Gregerson, che ha rovesciato le regole del brainstorming in azienda, dicendo che bisogna fare più domande (anche non rispondendo), e augurandosi che «le domande siano le vere risposte in azienda». Per chi desiderava approfondire l’argomento era possibile acquistare il suo libro Nelle domande c’è la risposta. La via innovativa alle soluzioni, nel lavoro e nella vita e farlo firmare dall’autore. 

Whitney Johnson ha raccontato come costruire la squadra ideale. Partendo da persone, perche «l’unità fondamentale di ogni crescita è l’individuo». Ovviamente il processo di apprendimento segue la classica curva a S, ma anche con discontinuità personale. «La disruption non ha a che fare solo con i prodotti, ma anche con le persone. Se vogliamo un’organizzazione ad alta crescita abbiamo bisogno di individui ad alta crescita. Per questo è importante puntare su persone che hanno potenziale e che siano motivate, prevedere un piano specifico di formazione e dare valore all’inesperienza, perché da lì possono arrivare domande dirompenti in grado di aprire la porta dell’innovazione».

Susan David ha spiegato il concetto di agilità emotiva, intesa come la capacità di essere flessibili riguardo ai pensieri e ai sentimenti per rispondere in maniera ottimale alle situazioni della quotidianità. “Più di un terzo delle persone cercano di nascondere le emozioni”, ma non va bene. «La nuova richiesta oggi è quella di essere sempre positivi all’interno delle organizzazioni aziendali, ma è una sorta tirannia. La rigidità emotiva non funziona. Con la repressione le emozioni negative si amplificano». E alla fine ha fatto un appello ai presenti: «Guardare dentro di noi ci aiuta a capire meglio gli altri. L’agilità emotiva significa curiosità, coraggio, capacità di creare connessioni. Le emozioni sono piccoli lampioni che fanno luce sulle cose che veramente ci interessano. Ci aiutano a capire cosa vogliamo essere».

Jimmy Wales ha fatto un discorso fantastico ed autoironico. Ha raccontato che nella vita ha avuto una decina di idee brillanti di business, ma che sono state tutte fallimentari. E che, quando invece ha avuto un’idea “stupida” (riferendosi a WIkipedia), ha avuto successo. La lezione di vita da imparare: “Un vero imprenditore fallisce, fallisce, fallisce (e forse una volta vince), non legare il tuo ego a un business in particolare e goditi il percorso”.   

Gary Hamel ha parlato dell’innovazione e dei suoi ostacoli. “Il 79 % dei CEO dice che l’innovazione è una delle tre priorità dell’azienda, ma il 94% riconosce di non essere bravo ad innovare”. Si è scatenato contro la burocrazia (un argomento strasensibile anche in Italia), e ha parlato di humanocracy. 

Insomma, in un mondo sempre più tecnologico e incerto, più robotizzato e dove le persone diventano sempre più “globalizzate ed omogenee”, restare umani, avere emozioni, compassione, diventa un valore anche per le aziende. Non si sa ancora come i manager applicheranno le scoperte di questi due giorni, ma tutti sono d’accordo che sono stati giorni emozionanti ed utili.  

“Il World Business Forum si conferma l’appuntamento per eccellenza della business community italiana, un momento unico di apprendimento, di confronto e di networking, che ospita speaker di caratura internazionale e che da oltre quindici anni supporta i leader nell’interpretare al meglio i cambiamenti in atto e a prepararsi alle nuove sfide. Super Minds ci ricorda come il talento non debba essere più considerato meramente come una connotazione individuale, ma sempre più come un vero e proprio paradigma di organizzazione aziendale che coinvolge manager, dipendenti e anche stakeholder esterni all’azienda” ha commentato Francesco Manzullo, Marketing Director Europe di WOBI.

World Business Forum Milano riunisce da oltre quindici anni i più autorevoli leader di pensiero e professionisti a livello mondiale, come Philip Kotler, Jack Welch, Richard Branson, Arianna Huffington e Alan Mulally, politici e diplomatici americani del calibro di Madeleine Albright, Colin Powell, Bill Clinton e Al Gore e ancora economisti di fama mondiale come Michael Porter nel 2017.  

Il World Business Forum, oltre che a Milano, si svolge a Bogotà, Città del Messico, Sydney, Madrid e New York, ed è organizzato da WOBI (www.wobi.com). Da oltre 20 anni WOBI seleziona, produce e distribuisce i migliori contenuti di business attraverso diverse piattaforme in diversi Paesi: grandi eventi, una rivista di management, un canale televisivo satellitare e un sito internet.  

Evgeny Utkin

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