Russia

Published on gennaio 23rd, 2017 | by Eurasia News

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ROTTA VERSO L’ARTICO RUSSO

Nuovo ponte fra Italia e Russia in nome di un antico esploratore. In Villa Verri a Biassono, piccolo comune della Brianza, è andato in scena venerdì scorso il reportage pubblicoFebbreMappa dell'itinerario storico del vascello Vega artica”, nel quale i territori estremi russi sono stati documentati dal fotogiornalista Alberto Caspani seguendo le orme di un illustre predecessore: Giacomo Bove da Maranzana, l’idrografo piemontese che fra il 1878 e il 1879 – a bordo del vascello svedese “Vega”, guidato da Nils Adolf Erik Nordenskiöld – riuscì a navigare per intero il leggendario “Passaggio a nord-est”. Una rotta cercata dalle flotte di tutt’Europa sin dal XV secolo, ma immancabilmente capace d’inghiottire fra i ghiacci dell’Artico gli spiriti più intraprendenti. Ai tempi l’obiettivo era raggiungere le ricche Isole delle Spezie partendo dalle appendici della Penisola Scandinava; oggi la “Northern Sea Route” è diventata a tutti gli effetti una via di collegamento privilegiata fra Atlantico e Pacifico, in seguito al progressivo ritirarsi della calotta polare.

CaspaniDal 2012 la Russia si trova a fare i conti con una serie di problematiche estremamente complesse – ha raccontato Caspani, ospite inaugurale della decima rassegna di racconti di viaggio “Biassonesi in giro per il mondo” – dal momento che l’apertura internazionale della rotta mette sul tavolo forti interessi commerciali, progetti di sfruttamento degli immensi giacimenti locali di gas e petrolio, così come la necessità di preservare l’ambiente e le comunità nomadiche da secoli stanziate nei territori artici”.

Oltre 200 gli scatti presentati, frutto di diversi viaggi del giornalista brianzolo in Russia, ma principalmente raccolti attorno al suo incontro con gli allevatori di renne Nenets nella Penisola di Yamal: la lingua di terra che dalla città di Salekhard, costruita esattamente all’altezza del CircoloMar di Kara. Il rompighiaccio Vaygach in servizio sulla rotta Murmansk-Dudinka Polare Artico, si protende verso il Mar di Kara. Caspani ha raggiunto Yamal nel 2012, in occasione dell’entrata in servizio della ferrovia costruita da Gazprom fra Obskaya e Bovanenkovo, 500 chilometri di rotaie dirette a una delle più vaste riserve di gas al mondo. Nel cuore di quest’area tanto remota quanto affascinante, accessibile solo con permessi speciali, i Nenets vivono ancora del solo allevamento delle proprie renne, spostando le loro caratteristiche tende coniche in base alle necessità di cibo delle mandrie, proprio come narravano i racconti dei primi Cosacchi: furono loro a farli Mar di Kara. Trichechi si scaldano al soleconoscere col nome di “samoiedi”, ovvero “cannibali del nord”, per via della loro usanza di cibarsi di carne cruda di foca od orsi, abbeverandosi inoltre del sangue caldo degli animali.

Dettagliati resoconti, corredati da foto e disegni a mano, sono disponibili anche nell’inestimabile diario di viaggio di Giacomo Bove, che a lungo sostò presso le popolazioni locali e riportò in Italia preziose testimonianze: la maggior parte resta tuttora in mostra nella sua casa-museo a Maranzana, in provincia di Asti, mentre la sua memoria è accudita dall’omonima Associazione culturale “Giacomo Bove”. Deluso dall’indifferenza che l’Italia aveva riservato ai suoi avanguardistici progetti Mosca. Dettaglio delle mura del Cremlino dal ponte che collega alla Cattedrale di Cristo Salvatored’esplorazione, lo scopritore del Passaggio a Nord-est si suicidò infatti nel 1887 e su di lui finì per calare un silenzio ancor più ingiusto, nonostante il giornalista chiamato ad occuparsi del suo decesso fosse niente meno che Emilio Salgari: il famoso scrittore, nonché creatore di Sandokan e dei Pirati della Malaysia, i cui racconti hanno stregato intere generazioni di italiani. Quasi la stessa maledizione dovesse accomunarli, a sua volta Salgari si Mosca. Vecchie opere sovietiche dedicate alle lavoratrici dei kolchoz nel Parco delle Sculturetolse la vita nel 1911.

Caspani è invece tornato sano e salvo dalla sua lunga spedizione fra orsi, trichechi e binari fantasma della famigerata ferrovia staliniana Salekhard-Igarka, avendo utilizzato come ideale base di partenza il porto di Murmansk: la città della monumentale statua da 40 metri di Alyosha, il Difensore dell’Artico. Ai suoi piedi sono infatti ormeggiati i maggiori rompighiaccio in servizio sulla Northern Sea Route, dalle cui piattaforme si levano spesso in volo elicotteri in grado di sorvolare le isole più remote, quali gli arcipelaghi di Francesco Teriberka. Dettaglio del cimitero delle naviGiuseppe o di Novaja Zemlya (entrambi messi sotto tutela ambientale dal governo russo). Nelle vicinanze del grande porto ai vertici della penisola di Kola, le cui acque non ghiacciano tutto l’anno grazie ai flussi caldi della Corrente del Golfo, sta fra l’altro acquistando sempre più notorietà lo sperduto villaggio di Teriberka, noto sino agli anni ’60 per le sue fabbriche di lavorazione del pesce ed ora diventato uno spettrale cimitero di navi: in attesa che i suoi ricchissimi giacimenti off-shore ne rilancino l’economia, il regista russo Andrej Zvjagincev lo ha trasformato nel set del pluripremiato film “Leviathan”, senza aver però risolto il mistero circa l’esistenza o meno di una base in loco di sommergibili tedeschi. Un vero e Teriberka. Panorama del villaggio dalla collina su cui sorge la croce dedicata ai marinai dell'Articopropio giallo storico che, nonostante tutto, sta portando inaspettati turisti fra le sue baie dalle incantevoli luci artiche.

Ultima tappa su cui Caspani si è soffermato è stata la città carbonifera di Vorkutà, una delle principali città della Repubblica di Komi, nonché uno dei più temuti centri di deportazione dei dissidenti sovietici: le sue architetture staliniane ne fanno oggi uno degli esempi più affascinanti di urbanistica anni ’30. Passando infine per la fiabesca Vologda, il giornalista italiano è rientrato a Mosca, pronto aGregato Caspani Casiraghi Utkin celebrare un nuovo anniversario: i 100 anni dalla Rivoluzione d’Ottobre, salutati nella sala civica di Biassono con un brindisi a base di vodka e nell’enfasi dei cori dell’Armata Rossa, in omaggio alla recente e tragica scomparsa nel Mar Nero dei suoi membri. Il reportage si è così chiuso con l’auspicio che Italia e Russia risolvano le attuali sanzioni e tornino a saldare i loro storici rapporti, raccogliendo l’applauso di tutti gli spettatori: circa un centinaio, fra cui il sindaco di Biassono Luciano Casiraghi e l’assessore alla Cultura Paola Gregato. Tutti pronti a far rotta verso Est.

Evgeny Utkin

Foto di Alberto Caspani

 

Vologda. La piazza su cui sorge la Cattedrale di Santa Sofia, costruita sotto Ivan il TerribileVorkuta¦Ç. Monumento anni '30 dedicato al Progresso dei LavoratoriVorkuta¦Ç. Monumento dedicato a Stalin e ai lavoratori delle miniere di carbone davanti al Palazzo della CulturaVorkuta¦Ç. Uno dei cimiteri sparpagliati fuori dalla citta¦Ç e dedicati ai lavoratori morti nei campi di lavoroYamal. Accensione del fuoco all'interno della mya, la tenda conica dei Nenets coperta di un tappeto di licheniYamal. Avvistamento di un un accampamento Nenets non lontano da Juri BayYamal. Renne di un allevamento Nenets si preparano a trainare una slitta da trasporto verso nordYamal. Un locomotore della Gazprom in servizio sulla ferrovia Obskaya-BovanenkovoMurmansk. Un soldato va a rendere omaggio alla statua del Difensore dell'ArticoYamal. Cacciatore Nenets impegnato a ripulire una pella di foca

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