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Ossezia

Published on luglio 15th, 2019 | by Eurasia News

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RICORDATA A FIRENZE LA TRAGEDIA DI BESLAN

Si è svolta a Firenze, sabato 13 luglio,  “La Giornata dell’Ossezia del Sud in Italia“, evento organizzato dalla Rappresentanza ossetina in Italia, che ha avuto come momento principale la commemorazione delle vittime del brutale attacco terroristico alla scuola di Beslan nel 2004.

La location di Firenze non è stata scelta a caso, in quanto, proprio nel capoluogo toscano, è presente una piazza recentemente rinnovata dedicata ai “Bambini e Bambine di Beslan”.

Era il 1 settembre del 2004 quando la Scuola n. 1 di Beslan, cittadina della Repubblica dell’Ossezia del Nord Alania, repubblica caucasica facente parte della Federazione Russa, fu l’obiettivo di un attacco terroristico che si risolse solo il 3 settembre successivo con un esito tragico.

Dei circa 1200 ostaggi, più di 300 persone delle quali 186 bambini persero la vita in seguito ad esplosioni di bombe ed al fuoco delle armi.

Una delle più grandi tragedie a livello mondiale si consumò nella palestra di quella scuola.

Sono trascorsi 15 anni da quel tragico evento e la Rappresentanza della Repubblica dell’ Ossezia del Sud in Italia ha voluto ricordare i bambini, gli Angeli Eroi, che persero la vita in quei drammatici momenti insieme a maestre e familiari che si trovavano con loro durante la consueta cerimonia di apertura dell’ anno scolastico di ogni 1 settembre.

Un mazzo di fiori è stato riposto sulla targa che da il nome alla piazza fiorentina dopo esser stato osservato un minuto di silenzio e celebrato un breve ricordo della tragedia da parte di alcuni dei presenti.

Non dobbiamo mai dimenticare questa tragedia che ha strappato alla vita centinaia di persone, centinaia di  bambini inermi, che avevano la sola colpa di festeggiare il primo giorno di scuola”, un passo del breve discorso effettuato da Mauro Murgia, Rappresentante in Italia dell’Ossezia del Sud.

Come Ossezia del Sud, come Rappresentanza in Italia, siamo stati colpiti direttamente da questa tragedia che ha visto protagonisti i nostri fratelli dell’Ossezia del Nord. Teniamo quindi particolarmente a cuore le vittime, i loro familiari superstiti e tutta la comunità di Beslan con il loro indelebile dolore ma, ricordando loro, ricordiamo oggi tutti i bambini del mondo vittime delle guerre e degli attacchi terroristici. Nessuno escluso.”

Durante la cerimonia sono state annunciate una serie di ulteriori commemorazioni ed eventi dedicati al quindicesimo anniversario di Beslan che si terranno in differenti città d’ Italia nell’ autunno del 2019.

Il dramma che si consumò a Beslan nel 2004 è un evento storico particolarmente sentito anche dal sottoscritto cronista.

Mi reco a Beslan sistematicamente da alcuni anni, anche più di una volta l’anno, da solo, con compagni di viaggio, con persone interessate a conoscerne da vicino la storia. La prima volta come poi tutte quelle successive, ogni volta, la stessa triste emozione mi pervade. La prima volta che entri nella palestra è uguale alla volta successiva.

Sentire gli eventi raccontati da altri, seguirli su giornali e tv, vedere foto e video di quei momenti ti lascia pensare ma resti sempre comunque distaccato.

Calcare il pavimento di legno annerito della palestra, vedere la scuola oramai abbandonata, osservare uno ad uno le foto delle vittime, bambini e non, leggere i loro nomi e le date di nascita, respirare l’ atmosfera rarefatta e di silenzio che si avverte nell’ex plesso scolastico (una nuova scuola è stata poi ricostruita nelle vicinanze) ma anche nel resto della città che mai più tornerà come prima ti fa avvertire davvero la portata di quella tragedia in tutta la sua violenza.

Ho avuto la possibilità di ascoltare gli eventi dell’ attacco terroristico dai, purtroppo, involontari protagonisti come i cittadini qualunque o coloro che abitavano e continuano ad abitare nei pressi della scuola ma anche da coloro i quali prestarono alla causa comune i loro cortili adiacenti la palestra utilizzati come base dai militari durante i 3 giorni dell’ assedio. Non per ultimi incontro spesso anche alcuni dei familiari, le madri alle quali i figli portati via per sempre in maniera crudele.

Tutti loro a Beslan hanno perso un pezzo della loro vita ma esiste ancora un lampo di luce che squarcia la loro personale tragedia. Che il mondo ricordi, non dimentichi, affinché drammi del genere ne accadano sempre di meno, anzi mai più.

Luca Pingitore

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