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Published on marzo 8th, 2018 | by Eurasia News

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FESTA DELLE DONNE E OTTO MARZO NEL MONDO: LE POETESSE DELL’AZERBAIGIAN

Per la festa dell’otto marzo, si annuncia la pubblicazione in lingua italiana della traduzione dell’Antologia delle 8-marchpoetesse azerbaigiane, “Le poetesse azerbaigiane. Otto secoli di letteratura” 1200-1991 (Sandro Teti Editore).

İl libro nasce da un’idea di Gunay Afandiyeva, Presidente della Fondazione della Cultura e del Patrimonio Turco, la cui sede si trova a Baku. İnsieme a Shahla Naghiyeva e Alison Mandaville, curatrici della pubblicazione, Gunay seleziona le liriche di quarantuno poetesse azerbaigiane, scritte dal XIII secolo al 1991.

L’emancipazione femminile è una realtà in Azerbaigian, oggi come nel passato. Basta leggere solo poche righe scritte da queste poetesse per capirlo. Partecipano attivamente alla vita sociale e politica del proprio paese, costruiscono 8-marzoopere di ingegneria come acquedotti (Khurshudbanu Natavan), svolgono attività politiche e diplomatiche (Ağabeyim Agha Aghabaji), osano scrivere d’amore che provano per altre donne (Mina), si distinguono come cavallerizze e tiratrici scelte, criticano apertamente il potere intitolando le proprie opere “İl flusso dell’oppressione” (Gamarbayim Sheyda), prendono parte alle rivoluzioni (Marziya Uskuyi in arte Onda), sono vittime delle purghe staliniane (Ümmugulsum), compongono poesie che, messe in musica, diventano canzoni amate in tutto il mondo turcofono (Nigar Rafibayli, Rüzgar Afandiyeva).

In İtalia, paese occidentale avanzato, il suffragio universale femminile risale solo al 1946, mentre le donne azerbaigiane hanno ottenuto il diritto di voto già nel lontano 1918, durante la prima Repubblica Azerbaigiana – prima repubblica democratica dell’oriente musulmano, che ha avuto vita per 23 mesi fino al 1920, e hanno continuato a goderne nei settantuno8 marzo immagine
anni successivi, quando l’Azerbaigian faceva parte dell’URSS.

Nelle poesie delle donne azerbaigiane che descrivono la violenza dei loro tempi con una vera sensibilità artistica, c’è la protesta contro i pregiudizi e un messaggio di umanità e di affetto per la propria terra e il proprio popolo:

L’amore per la mia gente mi tiene viva,
Lontana dalla mia patria, potrei morire.
(Hakima Billuri)

E le loro poesie di impegno civile sono d’attualità:

Voglio solo che il mio paese diventi fiorente,
Provo orgoglio e amore se riesco a servir la mia gente,
Non sarò mai contenta fin quando la patria è ignorante
O arretrata. 
(Sona Akhundova)

“Vogliamo che questa pubblicazione contribuisca a spingere le donne a prendere più spazio nella società moderna e ad alzare la loro voce per farsi ascoltare”, afferma Günay Efendiyeva, ideatrice dell’antologia.

Olga Mazzina
(Traduttrice dell’Antologia)

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