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Published on giugno 20th, 2017 | by Eurasia News

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ANTONIO CAPRARICA: “LA MORTE DELLA PRINCIPESSA DIANA NON FU UN COMPLOTTO”

Milano – Uno dei tanti misteri irrisolti che ci portiamo in eredità dal secolo scorso. Sono trascorsi ormai 20 anni dalla sua tragica scomparsa ma la morte di Diana Spencer, conosciuta in tutto Antonio Caprarica - L'ultima estata di Diana - presentazione libro - Milano 8il mondo come “Lady D”, è ancora avvolta in una vera e propria cortina fumogena dalla quale fatica ad emergere la verità?

Sono stati versati fiumi di inchiostro per provare a descrivere con esattezza ciò che accadde quella drammatica sera del 31 agosto 1997, quando la vita della principessa si spense all’interno della galleria del Pont de l’Almà, a Parigi. Sul banco degli imputati, inizialmente finirono i paparazzi cui fu addossata la colpa di aver seguito Diana. E soprattutto l’autista ubriaco che guidò l’auto nella quale si trovava la principessa e Dodi dopo l’uscita Antonio Caprarica - L'ultima estata di Diana - presentazione libro - Milano 15dall’Hotel Ritz, a folle velocità.

Ma, nel corso degli anni, si sono fatte largo anche ipotesi ben più inquietanti che hanno finanche tirato in ballo i potenti servizi segreti britannici insieme all’inconfessabile sospetto che Lady D stesse aspettando un bambino dal saudita Dodi-Al-Fayed. Circostanza questa che avrebbe gettato nel più profondo imbarazzo la Corona Inglese che già non vedeva di buon occhio per il suo anticonformismo, questa donna così amata dall’opinione pubblica mondiale ma anche profondamente triste.Antonio Caprarica - L'ultima estata di Diana - presentazione libro - Milano 12

Caprarica, da noi intervistato poco prima della presentazione, ha però totalmente escluso ogni ipotesi di complotto, evidenziando anche come “la monarchia britannica non ha colto quello che poi è stato il più importante insegnamento di Diana, ovvero l’avvicinamento ai suoi sudditi”.

Oggi pomeriggio, si è tenuta alla Galleria Vittorio Emanuele (presso la Libreria Rizzoli) del capoluogo meneghino di fronte ad un folto pubblico Antonio Caprarica - L'ultima estata di Diana - presentazione libro - Milano 18composto da giornalisti e curiosi, l’ultimo lavoro editoriale di Antonio Caprarica, volto noto del TG1 RAI ed attento conoscitore della realtà d’oltremanica, dall’alto della sua ultradecennale esperienza di corrispondente da Londra.

L’ultima estate di Diana” (edito da Sperling & Kupfer) , ripercorre in maniera scrupolosa e dettagliata e con uno stile semplice ed asciutto, i più importanti avvenimenti che hanno scandito gli ultimi mesi di vita della principessa. Moderato dal direttore del settimanale “Chi” Maria Luisa Agnese, l’incontro è stato seguito con grande partecipazione ed interesse dal pubblico presente in sala. A testimonianza di un ricordo che non si è maiAntonio Caprarica - L'ultima estata di Diana - presentazione libro - Milano 16 affievolito e che – a giusta ragione – consegna Diana Spencer fra le figure sicuramente più carismatiche degli ultimi anni del Novecento.

“Chiariamo un punto – ha esordito Caprarica, fugando ogni dubbio – a proposito delle circostanze in cui è morta: si è trattato di un normale incidente stradale, nel quale semmai sono evidenti le responsabilità del padre di Dodi nel non assicurare a Diana un efficace servizio di scorta. Il comportamento dei paparazzi, quella sera, fu a dir poco ignobile e credo che l’appellativo di “iene dattilografe” ci stia tutto. Quindi i servizi segreti o Antonio Caprarica - L'ultima estata di Diana - presentazione libro - Milano 14altre ipotesi del genere, non sussistono perché le indagini alla fine hanno rivelato una causa che nulla a che fare con complotti o cose simili.  La morte della principessa l’ha fatta assurgere al ruolo di semi-divinità perché, così com’è accaduto ad esempio l’11 settembre, tutti noi ricordiamo cosa stavamo facendo quel giorno. Ho scritto questo libro perché in tutti questi anni ho sempre affermato che in quest’epoca non ci sono stati grandi drammaturghi. E la sua storia incarna in pieno la tragedia, perché siamo davanti ad una donna affamata d’amore sposando letteralmente il principe azzurro, ma trovandosi al contempo di fronte la ragione di stato nel suo aspetto più integrale. Ha voglia di essere coccolata, ma il protocollo le imponeva delle condotte rigide. Nel libro, ho testimoniato quei momenti in cui Diana era entrata in contatto con bambini addirittura coperti da escrementi, portandoseli in braccia. Era una donna dalla fragilità Antonio Caprarica - L'ultima estata di Diana - presentazione libro - Milano 10straordinaria e con dei limiti caratteriali incredibili, pur essendo tutt’altro che stupida così come invece essa stessa si riteneva, sottovalutandosi. Se fosse stata in vita, social come Instagram non sarebbero mai esistiti perché ha sempre provato a “giocare” con la sua privacy. Ha preso il titolo di “principessa triste”, e su questa particolare figura ha saputo manipolare anche noi giornalisti”.

Il dibattito naturalmente non poteva non toccare le ultime ore di vita della principessa, con aneddoti gustosi ed inediti che sembrano essere stati tratti da un romanzo di Shakespeare. “Come in ogni vicenda di questo tipo, è evidente – ha osservato Capraricache ci possano essere state Antonio Caprarica - L'ultima estata di Diana - presentazione libro - Milano 17indubbiamente delle incongruenze. Ma è altresì evidente che Dodi e Diana fossero in un certo senso dei “predestinati”, nel senso che il loro destino era quello di apparire sulle prime pagine dei giornali. Del resto, se analizziamo le loro ultime ore di vita, non possiamo fare a meno di notare come non abbiano fatto altro che correre sempre. Il loro andare avanti ed indietro, finisce al Ritz, dove nel frattempo si erano ormai assiepati stuoli di giornalisti e curiosi. Tutto perché avevano bisogno di esibirsi e di salire sul palcoscenico, sino ad entrare in un’automobile guidata da un autista ubriaco che percorse quel tunnel a velocità insostenibile. Il punto cruciale è che è stato tutto un capriccio di Dodi, che aveva l’abitudine di comunicare i propriAntonio Caprarica - L'ultima estata di Diana - presentazione libro - Milano 1 spostamenti all’ultimo momento. Diana, dal canto suo, non aveva avvertito l’ambasciata britannica che, se avesse saputo che sarebbe poi andata a Parigi, sicuramente avrebbe allestito un servizio di scorta a sua protezione. Questo perché la principessa aveva litigato con la famiglia Windsor, sapeva chi erano i Fayed e perché essi non erano affatto visti di buon occhio dalla casa reale. La motivazione stava nel fatto che Fayed aveva rapporti con il trafficante d’armi Kashogi, e probabilmente aveva dato fastidio a qualcuno nelle alte sfere. La madre del futuro che accetta di trascorrere le vacanze con quello che socialmente era considerato un paria, sa quello che facendo. Qua entra in campo la donna “manipolativa” che voleva dare una lezione ai Windsor ed al suo Antonio Caprarica - L'ultima estata di Diana - presentazione libro - Milanoamante pachistano. La stessa che era andata a Gennaio in Angola ad opporsi al traffico d’armi, divenendo una punta di diamante della lotta contro le mine anti-uomo. Salvo poi tornare alla ribalta dei rotocalchi, dando la sensazione che la sua relazione con Dodi fosse un addio alla sua precedente vita, per abbracciare le cause umanitarie cui si stava appassionando. Ho seguito insomma Diana come una donna che stava vivendo pienamente la gioia di una vita che stava ritrovando un senso. Due settimane prima dell’incidente, Diana portò Dodi in un elicottero in un paesino quasi disabitato, da una chiromante che lo avvertì su una Mercedes nera, un tunnel e dell’acqua. Sulla Mercedes, dovrebbero essere i Fayed a dare semmai qualche spiegazione perché quella utilizzata da Dodi e Diana non era blindata. La loro aveva i vetri schermati ed il dato di fatto è che Mohammed-al-Fayed abbia speso fra i 5 ed i 10 milioni di sterline per alimentare la teoria del complotto, allo scopo di celare questa sua particolare negligenza. Ha accusato il principe Filippo, senza avere neppure un elemento di prova. Lady D era una sognatrice ed al tempo stesso anche una calcolatrice, considerando anche la lunga lista di Antonio Caprarica - L'ultima estata di Diana - presentazione libro - Milano 25spasimanti che le facevano la corte considerati alla stregua di “cavalli da corsa”. Non c’era un uomo in grado di resistere al suo fascino!”.

Ma cosa è rimasto della lezione di Diana ai giorni nostri? “Alla fine di questa storia, Diana esce come una di quelle eroine sentimentali dell’800. Paradossalmente la sua morte ha provocato quei cambiamenti che quando era in vita, la monarchia non seppe e non volle cogliere. Monarchia che resta senz’altro l’istituzione più stimata e rispettata dagli inglesi che ad essa si rifugiano nei momenti di crisi come questi. L’incendio del grattacielo dei giorni scorsi, ha mandato in fumo una Antonio Caprarica - L'ultima estata di Diana - presentazione libro - Milano 22certa idea di Gran Bretagna, che è ben diversa da quella che noi “continentali” possiamo avere. È significativo che sia stata la regina a cercare di sanare la frattura che si è venuta a creare fra la politica dei cittadini. Non sappiamo quanto la monarchia debba la sua sopravvivenza alla presenza di Elisabetta II ed il quesito più grande che ci poniamo è se sarà ancora cosi domani. Nel 2066, quando la monarchia normanna avrà 1000 anni, George VII sarà ancora un re acclamato ed amato dai propri sudditi? Fra 30-40 anni, quando le ultime memorie imperiali saranno svanite, gli inglesi avranno ancora bisogno del re? A questa domanda non so dare una risposta, anche perché – ha poi concluso, suscitando l’ilarità dei presenti – non credo che avrò modo di raccontarlo….”

Francesco Montanino



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