Moldavia

Published on ottobre 30th, 2016 | by Eurasia News

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ELEZIONI PRESIDENZIALI IN MOLDAVIA: UN VOTO TRA EURASIA E EUROPA

Chișinău – Oggi in Moldavia si vota per eleggere il nuovo presidente. La piccola repubblica dell’Europa orientale è divisa tra l’Eurasia e l’Europa occidentale. I candidati favoriti nei sondaggimoldova-un-voto-fra-mosca-e-l-ue sono il filorusso Igor Dodon, leader del Partito socialista, che vuole invalidare la parte economica dell’accordo di associazione con l’Ue del 2014, e la filo-occidentale europeista Maia Sandu, ex dirigente della Banca mondiale a favore dell’integrazione europea della Moldavia e a capo del partito Azione e Solidarietà. Altri due candidati filo-occidentali, il leader di Dignità e Verità Andrei Nastase e il segretario del Partito democratico Marian Lupu, si sono ritirati dalla corsa alla presidenza per favorire Sandu. Oggi si vota dalle 7 del mattino alle 9 di sera, ora locale (6-20 in Italia). Il voto sarà ritenuto valido se si recherà alle urne almeno un terzo degli aventi diritto. Se igor-dondonnessun candidato otterrà il 50% dei voti più uno, il 13 novembre si svolgerà il ballottaggio.

Vittima di una lunga crisi economica e politica, e divisa tra partiti filo-russi e filo-europei, la Moldavia si trova ad eleggere il presidente della repubblica. Un’elezione decisiva per il futuro del paese.  Il grande favorito, come dicevamo, è Igor Dodon, leader del partito socialista, in testa nei sondaggi col quasi il 30% dei consensi. Dodon è stato capace di raccogliere il malcontento del paese, attirando gli insoddisfatti e puntando il dito contro il governo “europeista”. Difensore dei valori tradizionali, si oppone a quella che definisce “la propaganda gay”, e invoca una politica estera più vicina a Mosca. Estremamente critico verso l’Unione Europea, Dodon è noto per la sua vicinanza a Vladimir Putin, con il quale si fece ritrarre nei manifesti elettorali del 2014. Forte del mandato popolare, in caso di vittoria potrà riallineare il paese nell’orbita di Mosca, favorito dalla debolezza e dall’insuccesso dei governi “europeisti”, composti da partiti liberali travolti damoldova-verso-voto scandali e corruzione.

La coalizione europeista, malgrado l’Accordo di associazione siglato con l’UE, non ha saputo portare il paese fuori dalla crisi, dando vita a esecutivi instabili e litigiosi. Dodon si propone come l’uomo forte, capace di mettere ordine nel paese, e non nasconde le sue intenzioni: allontanare la Moldavia dall’UE e impedire in ogni modo l’annessione alla Romania. Un’annessione che è diventata per molti moldavi l’unica via d’uscita dalla cleptocrazia imperante. Il fallimento delle proteste per il “furto del secolo” – un episodio di corruzione politica che il-palazzo-del-parlamento-della-repubblica-di-moldaviacostò un miliardo di dollari di alle casse dello stato – ha convinto molti cittadini dell’impossibilità di riformare il paese.

La riunificazione con Romania, di cui la Moldavia è stata storicamente parte, segnerebbe per i moldavi l’immediato accesso all’UE e alla Nato. Per questo Igor Dodon ha subito dichiarato che, in caso di vittoria, metterà fuori legge il movimento per la riunificazione, visto da Mosca come una minaccia ai suoi interessi nella regione. Dodon promette, in cambio, di risolvere il problema della Transnistria, repubblica separatista controllata da Mosca.

Maia Sandu occupa, con molto distacco, il secondo posto nei sondaggi. Già ministro dell’Educazione dal 2012 al 2015, Sandu lanciò lo scorso maia-sandu-candidata-alla-presidenza-della-moldoviadicembre una piattaforma indipendente poi trasformata nel partito liberale Azione e Solidarietà. Sul suo gradimento pesa notevolmente il legame con quei partiti oggi accusati di corruzione a cattiva amministrazione. Tuttavia sembra essere riuscita, almeno in parte, nello sforzo di plasmare la propria immagine intorno a criteri di freschezza, innovazione e assoluta alterità con ciò che di marcio e corrotto c’è nello status quo. Nel caso che la Sandu acceda al ballottaggio, i sondaggi la danno sempre vincitrice ad eccezione di uno scontro diretto con Dodon, grande favorito di questa elezione. Solo un’alleanza tra la Sandu e Andrei Nastase, leader della piattaforma “Verità e Dignità”, protagonista delle proteste di piazza del 2015, potrebbe mantenere il potere nell’alveo votare-in-republica-moldovaeuropeista”.

La posta in palio in queste elezioni presidenziali non è soltanto politica, ma anche geopolitica – venendo le due dimensioni ad essere legate nella ricerca di supporto esterno da parte dei partiti, incapaci di fronteggiare da sé le instabilità interne al paese. L’uno e l’altro candidato incarnano due opposte visioni delle relazioni internazionali: filo-russo Dodon, filo-occidentale Sandu. Non risulta dunque difficile immaginare quali possano essere i due diversi corsi di politica estera che la Moldavia il-presidente-della-repubblica-di-moldavia-nicolae-timoftiintraprenderebbe, in particolare riguardo all’integrazione con Bruxelles.

La vicinanza dell’Unione Europea ai traballanti governi succedutisi negli ultimi mesi, sembrerebbe moldavia-mappasancire vincente lo schieramento più vicino al Cremlino. Un risultato che potrebbe avere ripercussioni anche sulla vicina Ucraina. Tuttavia, quale che sarà il nuovo presidente, quel che è chiaro è che dovrà lavorare a fondo per ricostruire la fiducia pubblica nella classe politica e sanare i problemi, materiali e non, alla base del malcontento popolare.

RED

 

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